Giornata contro la violenza sulle donne: gli appelli, le petizioni e le leggi da cambiare

Dati allarmanti sulle violenze subite e non denunciate, anche in Italia. Attenzione alle tutele, anche legislative e senza sconti di pena

Migliaia anche quest’anno le scarpe rosse che simbolicamente insanguinano molte piazze, alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Secondo i dati diffusi dall’Onu il 35% delle donne nel mondo ha subito una violenza fisica o sessuale da qualcuno, anche dal proprio partner. Nelle drammatiche statistiche che riporta lo studio ufficiale diffuso quest’anno, si rileva anche che due terzi delle vittime degli omicidi in ambito familiare sono donne.

Solo in Italia, per avere qualche coordinata in più sul terribile fenomeno in casa nostra, sono 6 milioni 788 mila* le donne che hanno subito nel corso della propria vita una violenza fisica o sessuale. L’impressionante cifra è pari al 31,5 delle donne tra i 16 e i 70 anni, ovvero quasi una su tre.

Testimonial e volti di fama internazionale si adoperano per spot ed appelli a non nascondere, a denunciare e reagire perché la violenza non sia un fenomeno culturalmente accettato ma presto sconfitto. Ed è proprio una svolta culturale quella che si auspicano le maggiori associazioni impegnate sul tema, nel progetto di educare alla non discriminazione ed il rispetto delle differenze, ma servono anche tutele e dunque leggi, ben più severe in alcuni casi.

E’ quello che anche la petizione on line contro il rito abbreviato per chi compie crimini gravi sta cercando di fare, perché non ci sia la depenalizzazione nei casi simili a quello di Maurizio Falcioni che ha segnato per sempre la storia di Chiara Insidioso, da lui massacrata di botte ed ora su una sedia a rotelle, per sempre. La raccolta sta per toccare il traguardo di quasi ventimila firme da presentare alle istituzioni, perché la legge attuale sia cambiata e non conceda sconti a chi è colpevole di violenze sulle donne.

[*fonte: dati Istat, giugno 2015 – foto: Ansa.it]