Istat: quasi sette under 35 su dieci ancora a casa con i genitori

Un trend, quello riguardante i giovani, che si va ad aggiungere ad altri non meno negativi quali le 3,6 milioni di famiglie senza redditi da lavoro e maggiori disuguaglianze sociali

Italia sul podio per giovani ancora a casa e Neet. L’ultimo Rapporto elaborato dall’Istat relativo all’anno 2016 parla chiaro: quasi sette giovani con meno di 35 anni vivono ancora a casa con i genitori. Nel 2016 i 15-34enni che vivono con mamma e papà sono il 68,1% dei coetanei, corrispondenti a 8,6 milioni di individui. E, sempre parlando di giovani, anche il dato riguardante quelli che non lavorano e non studiano (i Neet), rimane preoccupante sebbene diminuisca rispetto al 2015: sono scesi a 2,2 milioni nel 2016, con un’incidenza che passa al 24,3% dal 25,7% dell’anno precedente. È la quota di Neet più alta tra i paesi dell’Unione europea (la media è del 14,2%).

Aumentano le famiglie senza redditi da lavoro. Sono tre milioni e 590mila le famiglie senza redditi da lavoro, ovvero dove non ci sono occupati o pensionati da lavoro. L’assenza di redditi riguarda il 13,9% delle famiglie italiane e la percentuale più alta è presente nel Mezzogiorno con il 22,2%. In questi nuclei si vive con aiuti sociali o rendite diverse come affitti.

Aumentano le diseguaglianze. Il Rapporto affronta anche l’aumento della diseguaglianza sociale che “non è più solo la distanza tra le diverse classi, ma la composizione stessa delle classi”. Tale aumento, si legge nel Rapporto, è dovuto alla “crescente complessità del mondo del lavoro attuale ha fatto aumentare le diversità non solo tra le professioni ma anche all’interno degli stessi ruoli professionali, acuendo le diseguaglianze tra classi sociali e all’interno di esse”.

A desiderare un impiego ci sono poi 6,4 milioni di persone. Un dato che emerge “se si sommano i disoccupati e le forze di lavoro potenziali, le persone che vorrebbero lavorare ammontano a poco meno di 6,4 milioni”. Nel 2015 il dato di coloro che aspiravano ad un impiego pur non cercando un lavoro era un po’ più alto: oltrepassava i 6,5 milioni.

Un altro dato che pone il nostro Paese al primo posto in Europa è quello riguardante l’invecchiamento della popolazione. L’Italia ha la quota over 65 più alta dell’Unione europea: al 1° gennaio 2017 il numero di individui di 65 anni e più ha raggiunto il 22%, posizionando l’Italia al primo posto nell’UE e “tra quelli a più elevato invecchiamento al mondo”. Sono in 13,5 milioni gli italiani che hanno più di 65 anni, mentre gli ultraottantenni ammontano a 4,1 milioni.

Per leggere il Rapporto visitare il sito web www.istat.it

Per visionare la presentazione www.slideshare.net

(Foto: Si24)