Calcolo pensione anticipata donne: le possibilità in corso

Quali strade ci sono per le lavoratrici che vogliono andare prima in pensione? Quale calcolo è più conveniente? Ecco le opzioni del momento

Sul tema delle pensioni, i nodi sono molti. Molti cercano delucidazioni sul calcolo della pensione anticipata, specie nel caso delle donne che vogliono lasciare il mondo del lavoro e, in merito, nell’anno in corso ci sono alcune strade possibili.
In generale, per i prossimi tre anni – 2016/2018 – per le donne è necessario avere un‘anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi. C’è chi poi vuole fare i conti con delle penalizzazioni pur di uscire ancor prima, ovvero con l’Opzione donna.

Il regime sperimentale che fino a 5 anni fa era solo una possibilità introdotta dalla legge Maroni nel 2004, provvedimento che – prorogato per tutto il 2016 – permette alle lavoratrici del settore pubblico e privato di andare in pensione a 57 anni e 3 mesi (58 e 3 mesi se autonome) con 35 anni di contributi a patto che accettino una pensione calcolata con il metodo contributivo (ossia sulla base di quanto versato nelle casse dell’Inps durante gli anni di servizio).

Una scelta che ha quindi un costo per l’ex-lavoratrice tipo in questione, ovvero che ha dei tagli inevitabili sull’importo dell’assegno mensile percepito. In soldoni, la pensione anticipata col sistema contributivo è decisamente meno cospicua di quella calcolata con il metodo retributivo, non facendo i conti con quanto maturato negli anni di carriera ma unicamente su quanto versato, un calcolo sulla pensione anticipata che mostra infatti cifre meno golose se si considera che – in base a quanto riportato nelle stime che accompagnavano la Legge di Stabilità 2016 – le lavoratrici del settore pubblico avranno un taglio dell’importo pari mediamente al 27,5% mentre le lavoratrici del settore privato una media del 36%.

Ecco perché la scelta dell’Opzione Donna per uscire dal mondo del lavoro anticipatamente resta una scelta da valutare con attenzione.

[foto: UrbanPost.it]