Opzione donna, pensione anticipata ultime notizie: quanto è conveniente?

Seguendo il caso di un’insegnante cerchiamo di capire se, e quanto, è conveniente andare in pensione con l’opzione donna

Torniamo a parlare di opzione donna e lo facciamo prendendo spunto dalla lettera di un’insegnante inviata al quotidiano “Italia Oggi”. La lavoratrice ha chiesto chiarimenti sulla possibilità di usufruire del pensionamento anticipato con l’opzione donna e il suo caso è utile al fine di comprendere quanto si potrebbe perdere scegliendo tale modalità di uscita anticipata dal lavoro.

Il caso della docente: i requisiti per andare in pensione con l’opzione donna. L’insegnante compirà i 61 anni entro la fine dell’anno e, finora, ha versato 35 anni di contributi. La docente ha inoltre un’invalidità pari al 73 per cento e la sua domanda è volta a comprendere se la sua pensione mensile possa scendere al di sotto dei mille euro. La risposta, affidata ad un esperto del giornale economico, rigurda vari aspetti. In primis, l’esperto conferma il raggiungimento dei requisiti di età e contribuzione per andare via dal lavoro con l’opzione donna (ci vogliono infatti 57 anni e 3 mesi per le lavoratrici dipendenti mentre 58 anni e 3 mesi per gli autonomi).

Con il calcolo contributivo rischio di un assegno mensile sotto i 1000 euro. L’insegnante, che rientra nella categoria dipendenti della Pubblica Amministrazione, potrà così andare in pensione a partire dalla data del 1° settembre del 2016. La seconda, e non positiva notizia, riguarda proprio l’importo del suo assegno pensionistico, che sarebbe penalizzato dalla riconversione della pensione con il solo metodo contributivo. In virtù di tale ricalcolo, per l’esperto è probabile che l’importo dell’assegno vada sotto i mille euro. Inoltre, l’esperto consiglia alla docente di portare il suo caso all’attenzione di una commissione medica, alla quale chiedere una dichiarazione di non idoneità per il suo lavoro attuale ed altra mansione nell’ambito scolastico.

(Immagine: www.corriereuniv.it)