Pensione anticipata: la petizione per flessibilità e meno penalizzazioni

L'ex ministro passa ai fatti e propone una petizione sulla riforma delle pensioni che sta già raccogliendo numerose firme. Ecco i dettagli

Ha raggiunto e già superato il suo primo obiettivo di 10mila firme la petizione lanciata dall’ex-ministro del Welfare Cesare Damiano e rivolta al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al Presidente del Senato, Pietro Grasso, alla Presidente della Camera, Laura Boldrini.

La raccolta delle firme mira a considerare la proposta di legge A.C. 857/2013 che – come riporta il testo dell’iniziativa promossa dal Presidente Commissione Lavoro “…introduce la flessibilità in uscita, consente di lasciare il lavoro con un anticipo fino a quattro anni rispetto ai requisiti previsti, con penalizzazioni accettabili, e prevede la possibilità per i lavoratori precoci di andare in pensione con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età e senza penalizzazioni”.
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E, oltre al seguitissimo account dell’ex-sindacalista su Twitter @cesare_damiano, ci sono stati oltre 10mila italiani sin dalle prime 72 ore della petizione che hanno sottoscritto tale proposta, includendo nella riforma auspicata da Damiano la possibilità che gli anziani abbiano facilitazioni per uscire dal mondo del lavoro, che i lavoratori precoci possano andare in pensione dopo 41 anni di versamenti all’ente previdenziale e senza tagli, o che le lavoratrici possano godere ancora dei benefici dell’Opzione donna.

Non marginale poi la considerazione che l’iniziativa pone sulla tutela degli esodati, prevedendo di estendere l’ottava ed ultima salvaguardia a loro favore nella riforma delle pensioni dopo l’austerità della riforma del Governo Monti. Un progetto, quello di Damiano, che mira a sradicare gli effetti negativi della legge Fornero e rendere molto più agevole, oltre che anticiparlo, l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

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