Riforma pensioni Governo Renzi: pensione anticipata, le ultime novità

Il Ministro del Lavoro precisa che non potranno valere per tutti i lavoratori gli stessi criteri nelle riforme per le pensioni anticipate.

Flessibilità fa rima con diversità. E’ in base ad alcune dichiarazioni del Ministro Giuliano Poletti, in tema di pensioni anticipate, che si giunge a constatare come le modalità di uscita dal mondo del lavoro saranno differenti a seconda delle categorie di lavoratori. Al vaglio dei tecnici del Governo infatti, ci sarebbe una manovra valida esclusivamente per quelli classe ’51,’52 e ’53 che alle porte della pensione sono stati penalizzati dalla riforma delle pensioni decisa dall’ex ministro Elsa Fornero (che di fatto ha allungato l’età pensionabile per tutti, donne e uomini).

Questa selezione di lavoratori potrebbe avere condizioni diverse per accedere finalmente al pensionamento con le riforme in fase di studio, grazie ad una sorta di scivolo preferenziale che anticiperebbe di 2-3 anni l’accesso al pensionamento e con una minima penalizzazione.

Ma, anche qui, non varrebbe per tutti quelli interessati, visto che alcuni di essi sono ad oggi disoccupati ed altri ancora sono al lavoro. Condizioni diverse, situazioni pregresse e ed eccezioni continue che complicano la matassa, quasi non fosse di per sé già complicata.

La flessibilità come leitmotiv della squadra di Renzi dunque fa i conti con un panorama fin troppo variegato e preoccupa altre categorie di lavoratori, anch’essi colpiti da svantaggiosi provvedimenti del passato. Non ultimi i cosiddetti precoci, contribuenti che hanno iniziato a lavorare da giovani e che dopo ben 41 anni di versamenti, analogamente, aspirano ad andare finalmente in pensione senza ulteriori tagli, dopo esser stati già penalizzati anch’essi qualche legislatura fa dalla riforma Fornero. E se si parla di differenze fra le manovre in atto, le prospettive anche per loro non sembrano rosee.

[foto: IlGiornale.it]