Riforma pensioni Governo Renzi: requisiti pensione anticipata 2016

Quali sono le soglie e le penalizzazioni per andare prima del previsto in pensione? Ecco qualche indicazione utile per saperne di più

Addio pensione di anzianità, ora con la pensione anticipata i lavoratori che desiderano lasciare il mondo del lavoro prima, fanno i conti con nuovi requisiti.

Ci sono infatti nuove soglie da considerare e leggi – in particolare la 201/2011 – che stabiliscono come e quando sia possibile aggiudicarsi già l’assegno pensionistico, a patto che si possa rispondere ad alcuni requisiti.

Indipendentemente dall’età anagrafica, lavoratori autonomi o dipendenti – che già alla data del 1° gennaio 2013* raggiungono la quota degli anni contributivi a 42 e 5 mesi (o di un anno prima per le donne) – possono percepire la loro pensione ante tempus ma hanno forti penalizzazioni, dovute secondo le corrente legislazione da quanti non arrivano a 62 anni di età (ovvero subendo quel 2% di taglio netto ogni anno che precede il 62esimo).

Per il biennio 2014-2015 il conteggio arriva a 42 anni e sei mesi di contributi (o di un anno meno sempre per le lavoratrici) e sempre con penalizzazione sull’assegno mensile di durata variabile, ma è a partire dal 2015 che scompaiono le penalizzazioni. Proprio sui tagli agli assegni infatti, sino al 31 Dicembre 2017 è stata varata la cancellazione sulle pensioni aventi decorrenza dal 1° gennaio 2015 e per i soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017.

Per il 2016, e fino al 2018, quindi i requisiti per andare in pensione anticipatamente sono i seguenti: 42 anni contributivi e 10 mesi per gli uomini (pari a 2227 settimane) e 41 anni e 10 mesi (pari a 2175) per le donne.

[*fonte: Pensionioggi.it – foto: Huffpost.com]