Riforma pensioni Governo Renzi, ultime novità: proposte per la flessibilità

La promessa del Governo è quella di lavorare sulla flessibilità in uscita. Intanto, ecco le ipotesi su come riformare il sistema previdenziale

Promesse e riforme, il cerchio si stringe sui provvedimenti che riguardano il futuro dei lavoratori di oggi ed il sistema previdenziale nel suo complesso. E’ tempo di passare ai fatti e, come annunciato dal Ministro Giuliano Poletti in un’intervista concessa a Repubblica, sembra che la parola d’ordine flessibilità sia il mantra della nuova riforma in esame. Maggiori agevolazioni per favorire l’uscita dal mondo del lavoro potrebbero sanare pesanti situazioni trascinate finora e l’impegno del Governo è quello di attuare una manovra che favorisca tale sforzo.

Ma in pratica, con quali ipotesi? Sono molte le voci che arrivano a sbilanciarsi sul tema per cercare di influenzare le prossime scelte del Consiglio dei Ministri in proposito. Tito Boeri, presidente dell’INPS, mostra dati che parlano chiaro e le prospettive suggeriscono – a parer suo – di riconsiderare la Quota 42 (non 41) per le donne e 43 per gli uomini ai fini della pensione anticipata.

Altri cori, altre proposte: proprio negli ultimi giorni Cesare Damiano – presidente della Commissione Lavoro- si è detto propenso a considerare il disegno di legge 857. Quello che prevede sia attuabile l’ex-ministro del Welfare è basato su due principi: anticipare la pensione a 62 anni di età se ci sono però 35 anni di contributi e con un taglio dell’8%, oppure con un aumento dell’8% sull’assegno se si accetta di andare in pensione a 70 anni. Non molto lontano da quanto lo stesso Matteo Salvini della Lega Nord ribattezza Quota 97 (62 anni + 35 di contributi).

Le linee guida sulla flessibilità in uscita per la riforma delle pensioni sono molte ma la questione resta annosa. Ora la parola potrebbe passare finalmente al Governo.

[foto:  Tuttovisure.it]