Riforma pensioni Renzi: ultime novità su pensione anticipata e prestito aziendale

Nuove ipotesi per la riforma delle pensioni, mentre si attende l'esito della class action Opzione Donna e una soluzione per gli esodati

Mentre si affollano le ipotesi sulle prossime manovre del Governo in materia previdenziale e si attendono le risposte per varie categorie di lavoratori pronti a lasciare il mondo del lavoro, non giungono novità dal Tar del Lazio, almeno per quanto riguarda la class action portata avanti dal Comitato Opzione Donna.

L’alternativa sarebbe per molti valida anche in futuro, almeno fino al 2018, adottando quel regime sperimentale che scade il 31 dicembre 2015 ma che finora ha solo solleticato il consenso di molti tecnici al tavolo delle discussioni. Quello che resta da capire però – nel caso si adottasse – è se l’eventuale proroga manterrebbe i requisiti attuali o se, modificato, determinerebbe conseguenze peggiori sulle condizioni previdenziali delle lavoratrici.

Così, al momento, si discute e si analizzano anche altre forme di uscita, sempre nel nome della flessibilità. Per una pensione anticipata c’è allo studio ad esempio il prestito aziendale, una forma che prevede a costo zero un meccanismo per cui sarebbero le aziende a versare contributi ed anticipo della pensione (almeno fino al raggiungimento dei requisiti dettati dalla manovra Fornero) che l’Inps poi restituirebbe.
In tal senso, lavoratori e lavoratrici non subirebbero penalizzazioni particolari e si favorirebbe anche il turn over generazionale facilitando chi vuole andare prima del previsto in pensione.

Si dovrà anche ragionare su quanti, fuori dal mondo del lavoro ma ancora senza pensione, ovvero gli esodati (parliamo di quasi 50 mila ex-lavoratori secondo le stime complessive comunicate dai rispettivi Comitati locali) che con la settima ed ultima salvaguardia potrebbero avere i fondi necessari nella prossima Legge di Stabilità per risanare la loro anomala condizione.

[foto: Blitzquotidiano.it]