Riforma pensioni ultime notizie, l’allarme di Boeri: giovani avranno pensione minima a 75 anni

E' un vero allarme quello di Tito Boeri: i 35enni di oggi in pensione anche a 75 anni e con assegni minimi, ma se non perdono mai il lavoro

Trentenni senza futuro e con pensioni da fame. Resterebbe una minaccia fine a se stessa, se non fosse quasi vera, quella che in soldoni sottintende Tito Boeri, presidente dell’INPS quando rilancia le sue preoccupazioni sulle pensioni della maggior parte dei giovani di oggi.

Secondo il numero uno dell’ente previdenziale, una persona nata nel 1980 avrà un assegno mensile pensionistico mediamente ridotto del 25% rispetto a quello percepito oggi da chi risale alla classe 1945 (un calcolo stimato con una crescita del Pil dell1% in media). Un dato a dir poco tragico ma che non è neanche sufficiente a chiarire il quadro, visto che manca un’altra condizione: se una persona non riuscirà a maturare a 70 i giusti anni di contributi o se perde il lavoro prima, non vedrebbe invece nemmeno un euro di pensione.

L’allarme di Boeri, giustificato da stime e previsioni tutt’altro che fuori da ogni possibilità ma che partono dalle condizioni in atto oggi, riassumono un concetto più ampio e più volte espresso alla classe politica, perché prenda provvedimenti lungimiranti e contrasti da subito simili allarmanti prospettive. Allo studio infatti, al Governo, c’è una manovra che complessivamente mira ad estendere l’età lavorativa puntando tutto essenzialmente sull’aumento dell’aspettativa di vita, mentre non sfiora troppo le condizioni reali di vita di un ultrasettantenne.

Alcuni commenti online ironizzano consigliando di proseguire la propria attività con l’aiuto di un bastone: secondo quanto riportato anche da IlGiornale, infatti, “…molti dovranno lavorare fino a 75 anni”. Ovvero una netta inversione di rotta rispetto al passato: si dovrà vivere essenzialmente per lavorare e non il contrario come è stato finora, per quanti si sono potuti godere, dopo il lavoro, molti anni di pensione.

[foto: Pmi.it]