Riforma pensioni ultime novità: CGIL presenta vertenza per lavoratori precoci

CGIL preoccupata per la mancata riforma sui lavoratori precoci e l'ipotesi della riforma pensionistica col contributivo puro: ecco perché

La CGIL, per voce di Vera Lamonica, apre una vertenza contro il governo Renzi per la questione della riforma delle pensioni ed in particolare per i mancati provvedimenti nei confronti di alcune categorie di lavoratori, come quelle dei precoci. Quello su cui si cerca di puntare è l’assenza di penalizzazioni sull’assegno previdenziale per quanti hanno accumulato almeno 41 anni di contributi e restano però lontani dalle soglie anagrafiche richieste dall’attuale regime pensionistico.

Lo sforzo del sindacato (che elaborerà una proposta a partire dal 17 dicembre prossimo nei confronti del Governo) vuole procedere cercando di chiarire verso quali prospettive – allarmanti, secondo Tito Boeri e le sue ultime dichiarazioni – possano andare i provvedimenti ipotizzati dal ministero del Welfare oggi, considerando che a tutti gli effetti, il sistema contributivo puro sia soltanto un baratro verso cui sta andando il sistema pensionistico.

Non a caso, il segretario CGIL conferma che la generazione nata negli anni ’80, allo stato attuale delle cose, potrà lasciare il mondo del lavoro non prima dei 70/75 anni (se senza interruzioni nei rapporti contrattuali) per avere però un assegno mensile sostanzialmente più basso rispetto a quello della generazione precedente. Il tutto per un sistema che si basa sul contributivo puro, ossia che non considera l’età anagrafica dei lavoratori e che si fonda invece su una continuità lavorativa, ormai sempre più utopica nei contratti in vigore.

La CGIL chiede maggiore attenzione ai lavoratori precoci come anche per quelli che hanno svolto attività usuranti: non possono seguire le stesse condizioni e chiedere gli stessi requisiti delle altre categorie per andare in pensione. Un tentativo che aprirebbe la strada ad una manovra pensionistica più equa, reale e solidale, anziché a semplice sistema assicurativo. Ma intanto dalle righe de IlGiornale di oggi, l’ex ministro del Welfare Elsa Fornero attacca: “L’allarme deve essere sul lavoro non sulle pensioni”. Poi aggiunge: “Fatico a immaginare un trentenne che pensa già alla pensione”.

[foto:  Blastingnews.com]