Riforma pensioni uomini e donne Governo Renzi: le ultime novità

Qualche novità riguarda le pensioni da riscattare per conto del coniuge defunto. Ecco le fasce di reddito interessate ed i tagli previsti.

Non si placa il dibattito sul tema delle pensioni e, come ha sottolineato il leader della Lega Nord Matteo Salvini anche in diretta TV a diMartedì, molti sono ancora i punti scoperti sulle riforme dopo la legge Fornero, un provvedimento i cui effetti-piaga si manifestano sull’assetto sociale di ex-lavoratori anche ad inizio 2016. Il tutto, in aggiunta ad una delle disposizioni firmate dal premier Renzi, come ad esempio l’innalzamento dell’età pensionabile.

L’accento di molti poi sta cadendo su alcuni effetti di altri punti contenuti sui primi provvedimenti e ancora strettamente legati alle politiche Fornero. In primis, impensierisce molti la manovra che tocca le pensioni di reversibilità.

Ad oggi, la pensione dell’ex-lavoratore o pensionato defunto percepita dal coniuge vivente è del 60% ma se quest’ultimo percepisce altri redditi, il calcolo della decurtazione sulla quota di reversibilità fa i conti in misura variabile con altri tagli, già solo se il reddito complessivo supera il tetto dei 19.574 euro circa annui (in questo caso, infatti, con una riduzione pari al 25% del reddito).

Una soluzione che è già operativa a tutti gli effetti ma che non fa parte ancora di un piano di riforme strutturali, più coraggioso e legato alla reale situazione sociale del Paese, auspicato da molti al posto dell’attuale sistema pensionistico. Per ora è un quadro ancora sostanzialmente da sradicare dopo la riforma dell’ex ministro del Welfare Stefania Fornero, seppur proporzionale alle fasce di reddito. Resta infatti valido il principio che la riduzione alla pensione di reversibilità di un contribuente defunto si applica se il reddito del coniuge supera la soglia di 3 volte il trattamento minimo INPS (fissato a 501 euro, da quest’anno) su 13 mensilità.

[foto: Leonardo.it]