Riforma pensioni 2015 ultime notizie: Renzi rinvia la flessibilità al prossimo anno

A quanto pare nulla da fare per quest'anno in tema di flessibilità in uscita per i lavoratori. Non resta che sperare in una qualche forma di "mini-flessibilità"

Il premier Matteo Renzi, alla fine, non è riuscito a far inserire nella prossima Legge di Stabilità le misure sulla flessibilità in uscita. La finanziaria è attesa in Consiglio dei ministri giovedì prossimo ed il premier ha fatto capire che ancora non è stato trovato il modo per uscire prima dal lavoro.

Soluzione rinviata al 2016. Queste le parole di Renzi sul nodo pensioni: “Non abbiamo ancora trovato il modo di far quadrare i numeri per andare in pensione un paio d’anni prima e senza numeri chiari si fa danno”. E se il modo di uscire prima dal lavoro non è stato trovato, è chiaro che per ora, di flessibilità, non se ne parla proprio: “Proporremo – ha affermato il premier – la soluzione nel corso del 2016 solo quando i numeri saranno chiari”.

Ci sarà spazio per una “mini-flessibilità” per le categorie più svantaggiate? Quello che al momento non è chiaro è se il governo riuscirà ad inserire almeno una “mini-flessibilità”, ovvero misure per agevolare l’uscita anticipata dal lavoro per categorie svantaggiate quali disoccupati over 55 e proroga dell’opzione donna. Ciò che è certo è che tra le varie ipotesi perde quota il prestito pensionistico pagato dalle aziende. Tale soluzione avrebbe costi alti sia per le imprese che per i lavoratori, con questi ultimi chiamati a restituire all’azienda parte dell’anticipo ricevuto una volta andati in pensione.

In alternativa ci sarebbe l’ipotesi elaborata dai tecnici di Palazzo Chigi e relativa all’uscita a 63 anni e 7 mesi con 35 anni di contributi e una riduzione dell’assegno pensionistico di circa il 12 per cento, il 4 per cento per ogni anno di anticipo.

(Fonte: www.quotidiano.net)

(Immagine: www.businessonline.it)