Riforma pensioni e Legge di Stabilità: flessibilità, esodati, opzione donna e precoci

Il governo studia le soluzioni per esodati e opzione donna mentre sembra tutta in salita la strada per i lavoratori precoci. Spunta un’altra ipotesi per la flessibilità

Cercasi risorse per le pensioni anticipate, esodati e opzione donna. Il governo, e nello specifico i ministri del Lavoro Poletti e dell’Economia Padoan, devono cercare di chiudere il capitolo pensioni all’interno della prossima Legge di Stabilità 2016. Il problema riguarda le coperture finanziarie necessarie per garantire già con la prossima finanziaria l’ingresso di forme di flessibilità in uscita per i lavoratori, oltre all’estensione per il 2016 dell’opzione donna e al tema degli esodati da risolvere una volte per tutte.

In pensione prima ma con qualche penalità. Per quanti hanno perso il lavoro in età avanzata e poco prima della pensione e per gli esodati, la soluzione potrebbe essere quella di anticipare la pensione all’età di 63 anni e con almeno 35 anni di contributi versati. Un ingresso anticipato non senza pagare pegno, visto che i lavoratori che accederanno a tale opzione, dovranno rinunciare ad una parte del loro assegno pensionistico. Una penalità che dovrebbe ammontare a circa il 4 per cento per ogni di anticipo.

Opzione donna e precoci. Nel caso delle lavoratrici la partita è ancora da chiudere e i nodi da sciogliere sono ben due: da una parte ci sono le lavoratrici che hanno presentato la domanda nel 2015 e se la sono vista bloccare dalla circolare dell’Inps (la sentenza del Tar è attesa per questo mese); da un’altra parte bisognerà capire se il governo vuole e può estendere anche in futuro nuove forme di pensione anticipata per le donne. Per i lavoratori precoci e i quota 41 non ci sono novità e sembra alquanto paradossale per tali categorie proporre i 63 anni di età minima per accedere alla pensione anticipata quando hanno già superato i 41 anni di contributi prima dei 60 anni di età.

(Immagine: urbanpost.it)