Riforma pensioni Governo Renzi 2015: 7 proposte dell’Inca-Cgil

Sempre alta l’attenzione sul tema delle pensioni e il patronato della Cgil fa le sue proposte al Governo

L’Inca (Istituto Nazionale Confederale di Assistenza), storico patronato della Cgil, ha presentato sette proposte per riformare l’ambito pensionistico mentre il governo sta studiando il da farsi, con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che sta valutando con i tecnici del ministero se sia davvero possibile partire già da quest’anno con relative misure da attuare per l’introduzione della flessibilità in uscita.

Le sette proposte Inca:

1. Reintroduzione dell’integrazione al minimo;

2. Abolizione dei massimali alla contribuzione figurativa sui trattamenti Naspi, di modo che chi perde il lavoro non venga penalizzato;

3. Diversificazione dell’aspettativa di vita a seconda del tipo di professione svolta, con particolare attenzione ai lavori usuranti, in modo che si abbiano età di accesso alla pensione differenziate;

4. Eliminazione delle incongruenze e disparità tra lavoratori;

5. Possibilità di riscattare la maternità facoltativa anche oltre i cinque anni previsti, eliminando altresì la diversa valorizzazione retributiva dei periodi figurativi;

6. Proroga di Opzione donna, con una minore penalizzazione;

7. Maggiorazione contributiva, ai fini del calcolo della pensione, per alcune categorie di laboratori, come gli invalidi.

La presidente dell’Inca, Morena Piccinini, ha bocciato una delle ipotesi di riforma che stanno circolando, quella relativa al prestito pensionistico. Non ha esitato a definirla “una presa in giro” poiché ricadendo sulle spalle di imprese e lavoratori potrebbe dare il via a processi di espulsione. La segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica, ha ricordato come il prestito pensionistico sia già compreso nella riforma Fornero e che tale soluzione non va incontro al mondo delle piccole e medie imprese italiane.

(Fonte: www.ilsussidiario.net)

(Immagine: www.inca.it)