Riforma pensioni: novità pensione anticipata, quota 41 e proroga opzione donna

Sabato scorso Cgil, Cisl e Uil sono scesi nelle piazze di molte città per chiedere la modifica della legge Fornero. Lo slogan: "Cambiamo le pensioni per dare lavoro ai giovani”

Sabato 2 aprile 2016 i sindacati sono scesi in piazza con i lavoratori per protestare contro l’attuale legge Fornero. Le parti sociali chiedono al governo di cambiare il sistema previdenziale favorendo la pensione anticipata con quota 41 e la proroga della cosiddetta opzione donna.

La pensione anticipata, che ha mandato in soffitta quella di anzianità, prevede l’uscita dal lavoro alle donne che hanno maturato 41 anni e 10 mesi di contributi, e agli uomini che hanno maturato 42 anni e 10 mesi di contributi (a prescindere dall’età).

Questi requisiti per accedere alla pensione cresceranno periodicamente di quattro mesi nel 2019 e di 3 mesi dal 2021 ogni biennio. Dal 2018 partirà nuovamente la penalizzazione per chi deciderà di accedere alla pensione prima del compimento dei 62 anni. La proposta relativa alla quota 41 prevede invece l’uscita dal lavoro per tutti con il raggiungimento dei 41 anni di contributi e senza incrementi del requisito nel tempo.

L’opzione donna permette alle donne di andare prima in pensione sfruttando il regime sperimentale della legge Maroni: con 35 anni di contributi, 57 anni e 3 mesi di età, se lavoratrici dipendenti, 58 anni e 3 mesi di età se lavoratrici autonome, con l’attesa di una finestra di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e di 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Ad oggi, però, possono usufruire dell’opzione donna soltanto le lavoratrici che hanno raggiunto tali requisiti entro il 31 dicembre 2015. Sul social Facebook è nato un gruppo, il comitato Opzione Donna, che si batte già da diverso tempo per una proroga di tale regime sperimentale fino al 31 dicembre 2018. Una proposta che aumenterebbe i pensionamenti, e i relativi costi di una maggiore spesa nel breve periodo ma che, nel lungo periodo, comporterebbe un risparmio per via della penalizzazione compresa nel calcolo del trattamento.

(Immagine: www.imperiapost.it)