Riforma pensioni, ultime notizie: Renzi farà la fine di Berlusconi?

L’Italia è tra i paesi europei con il più alto debito pubblico e la riforma delle pensioni è mal vista dall’Europa. Chi pagherà per gli errori commessi in passato?

Il sistema pensionistico è ormai diventato un argomento di dibattito continuo, sebbene il governo vada avanti e affronti anche altri temi, come quello in discussione al Senato riguardante le unioni civili del ddl Cirinnà. Per ora il governo del premier Matteo Renzi ha solo apportato alcune modifiche alle attuali norme che regolamentano il sistema pensionistico italiano. Il tema di una riforma della legge Fornero era stato rinviato dal ministro dal Lavoro Poletti e da Renzi, sul finire dello scorso anno, ai primi mesi del 2016. Ad oggi non se ne è ancora parlato e tra riforme costituzionali, unioni civili e amministrative alle porte, chissà se il governo affronterà il tema pensioni prima di maggio prossimo.

La tanto declamata flessibilità in uscita, annunciata in legge di stabilità a dicembre scorso, e poi rinviata ai primi mesi di quest’anno, è un chiaro dato dell’incertezza sul da farsi in materia di lavoro e pensioni da parte del governo Renzi. Forse manca ancora un quadro chiaro su come intervenire per mettere mano ad una riforma delle pensioni ampiamente condivisa in Parlamento e, soprattutto, dai lavoratori. Nell’attesa che questa riforma veda la luce, non si intravedono soluzioni almeno per chi – come i lavoratori esodati, i precoci, gli over 55 anni, i quota 96 della scuola e opzione donna – pur vicini alla pensione sono penalizzati dalle nuove norme della Fornero.

Mancata riforma del sistema pensionistico: colpa di Matteo Renzi o dei vincoli di Bruxelles? Il problema di una mancata riforma delle pensioni è certo legato anche a quello che pensa l’Europa di un eventuale nuovo provvedimento in materia. Da Bruxelles arrivano spesso richiami all’Italia sul far attenzione al debito pubblico, arrivato purtroppo al 131% del Pil, e su un eventuale ritocco della riforma Fornero. La riforma è ben vista dai burocrati europei perché in grado di stabilizzare le finanze statali.

Ciò che appare certo sinora è che a pagare le conseguenze di una disastrosa gestione politica ed economica del paese, oltre che ambientale, saranno le nuove e future generazioni di italiani. Bambini, ragazzi e futuri nascituri (sempre che il trend delle nascite non risalga la disastrosa china attuale), sulle cui teste grava già un ingente debito. Tanto per fare gli auguri di benvenuto al mondo!

(Immagine: www.investireoggi.it)