Ultime notizie riforma pensioni 2016: aumento dell’età pensionabile dal 1 gennaio

Dal primo gennaio 2016 non ci sarà alcuna rivalutazione degli assegni pensionistici ed aumenterà il requisito anagrafico e contributivo per andare in pensione

Dal primo gennaio 2016 nessuna rivalutazione delle pensioni. Il nuovo anno è alle porte ma, per i pensionati, non ci sono buone notizie all’orizzonte. Dal primo gennaio 2016 non ci sarà la rivalutazione delle pensioni: nessuna perequazione e la percentuale di variazione è pari a zero, secondo il riferimento normativo del decreto 19 novembre 2015.

I pensionati non avranno diritto ad alcun aumento del loro assegno pensionistico e, per di più, subiranno anche un taglio delle pensioni dovuto ad una errata previsione dell’indice di inflazione: “Cercando di semplificare al massimo, è possibile dire che il valore di rivalutazione fissato per il 2015 su una stima effettuata nel 2014 vedeva la crescita dello 0,3%, mentre, poi, effettivamente è stata dello 0,2%: i pensionati, dunque, dovranno restituire’ lo 0,1% di differenza” (Fonte: blastingnews)

Dal primo gennaio arriva la Fornero: gli uomini e le donne più tardi in pensione. La legge Fornero farà sentire i suoi dettami dal 2016 quando per i lavoratori inizierà a crescere il requisito legato al carattere anagrafico e il requisito di carattere contributivo. Quest’ultimo aumenterà per tutti di quattro mesi: gli uomini a 42 anni e 10 mesi e le donne a 41 anni e 10 mesi.

Invece, il requisito legato al carattere anagrafico nel settore pubblico, crescerà di circa quattro mesi, quindi si potrà andare in pensione non prima dei 66 anni e 7 mesi. Per le lavoratrici del settore privato l’aumento sarà di quasi due anni: dai 63 anni e 9 mesi attuali ai 65 anni e 7 mesi del 2016.

Le lavoratrici autonome vedranno un incremento dell’età pensionabile di quasi un anno e mezzo: dai 64 anni e 9 mesi attuali ai 66 anni e 1 mese.

(Immagine: www.pmi.it)