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1973/2003: dal ‘mattone’ allo smartphone

Gianfranco Mingione - 3 aprile 2013
Gianfranco Mingione
3 aprile 2013
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In principio era un  mattone. È grazie a strumenti come il telefonino che è possibile misurare i passi in avanti compiuti dalla tecnologia. Era il 3 aprile 1973, quando l’ingegner Martin Cooper, americano di origine ucraine, effettuò la prima chiamata da un prototipo di cellulare. Fu proprio Cooper, allora a capo della squadra Motorola dedicata allo sviluppo della telefonia mobile, a chiamare Joe Engels con il nuovo strumento: “Joel, sono Marty. Ti sto chiamando da un telefono cellulare, un vero cellulare portatile”. Engels non era un amico di Cooper bensì il suo rivale principale, a capo dei Bell Labs che, con quella telefonata, seppe d’aver perso una delle sfide più importanti del secolo scorso.

Smartphone in continua evoluzione. Sono passati decenni ed il telefono cellulare si è evoluto sia sotto l’aspetto delle prestazioni, grazie a processori e sistemi operativi sempre più performanti, sia sotto l’aspetto estico e dell’accessibilità, con interfacce user friendly (vedi usabilità). Non più quindi un semplice ed utile telefono mobile, capace di chiamare e mettersi in contatto con tutto il mondo, ma uno strumento altamente intelligente di comunicazione all in one (ovvero “tutto in uno”). Con lo smartphone è possibile connettersi al web, fare ricerche online, scaricare mappe stradali, inviare mail, videochiamare, fotografare, registrare file audio/video, giocare ed utilizzare tante applicazioni che aggiungono nuove funzionalità.

L’efficienza generata da queste comunicazioni ci consentirà di sradicare la povertà in tutto il mondo”. Marty Cooper, giunto alla veneranda età di 84 anni, prosegue nella ricerca tecnologica con la moglie, attraverso il Dyna LLC a Del Mar (California): “La rivoluzione è appena cominciata, perché la penetrazione degli smarthpone è ancora molto ridotta. Siamo appena intorno al 40 per cento delle sue potenzialità. Quando sarà completa, avremo bisogno di una capacità di trasmissione 40 volte superiore a quella attuale. Io però sono ottimista, perché da quando Marconi inventò la radio l’abbiamo raddoppiata ogni due anni e mezzo. Forse non centreremo l’obiettivo durante l’arco della mia esistenza, ma ci arriveremo di sicuro nel prossimo futuro” (Fonte La Stampa).

Smartphone "maturati"? Ma ci sono pareri diversi sul punto d'arrivo degli smartphone, come quello del giornalista e critico musicale Ernesto Assante, che riprendendo il punto di vista del blogger e giornalista americano Shelley Palmer, afferma che: "gli smartphone sono da qualche tempo arrivati a uno stato di maturazione quasi completa, e sono destinati, in brevissimo tempo, a meno di straordinari quanto poco probabili colpi di scena, a non fare più notizia, così com'è accaduto per tecnologie precedenti, per la radio, per la tv, per i computer, per i telefoni cellulari. Maturazione che può prevedere ancora qualche miglioria tecnica, più potenza, più "intelligenza", ma non innovazioni radicali. A meno che non si esca dalla semplice definizione di "smartphone" e si vada verso macchine di tipo nuovo…" (la Repubblica).

Quali altre sorprese ci riserverà la tecnologia?

Gianfranco Mingione

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