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13 Dec

What would I say: l’app che scrive status nonsense

Michela Fiori
20 novembre 2013
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La scarsità di contenuti interessanti e appetibili è un problema che affligge, oltre alle aziende, anche le persone comuni. Il moltiplicarsi di social network esige lucidità di mente, pensiero brillante, sense of humor, impegno sociale e tanto tempo da dedicarci. L’importante è esserci e esserci bene. Per chi è a corto di idee o semplicemente vuole divertirsi a vedere le reazioni degli amici c’è a disposizione una nuova app, What would I say: che direi io.

Un app senza dubbio divertente adatta a chi piace sperimentarsi e a chi ha un particolare gusto per il nonsense. L’applicazione tecnicamente è un bot che accede ai contenuti, li frammenta e ricompone in frasi scritte a caso sul nostro profilo nello stile che ci appartiene. Il funzionamento è abbastanza semplice: What would I say prende in maniera casuale le parole postate precedentemente sul profilo Facebook, le mescola e le ricompone in uno status senza senso ma scritto come lo avremmo scritto noi. Il risultato è una serie di parole messe a caso ma da un significato compiuto. Neanche a dirlo l’app sta avendo una diffusione virale anche in Italia.

Nata da una delle tante competizioni digitali Hackaton promosse dall’Università di Princeton l’applicazione è in inglese ma genera risultati divertenti anche per gli status italiani. L’app, tengono a  specificare gli sviluppatori, non accede alle informazioni del nostro profilo ma si limita a captare le parole degli status senza memorizzarle.

[foto: lovelace-media.imgix]

 

 

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