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12 Dec

Apple: class action contro le perquisizioni ai dipendenti degli store

LaRedazione
1 agosto 2013
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La casa di Cupertino sarebbe accusata, secondo le prime informazioni che circolano in queste ore, di aver trattenuto i propri dipendenti oltre l’orario lavorativo retribuito per perquisire le persone e le proprie borse, alla ricerca di eventuale materiale rubato all’interno dei punti vendita. Per ora l’accusa arriva solo dai dipendenti di due (gli Apple Store di New York e Los Angeles) dei numerosi Apple Store presenti sul suolo statunitense, ma non è detto che già nelle prossime ore possano aggiungersi altri lavoratori.

Secondo le accuse, la Apple avrebbe incaricato a suo tempo i responsabili dei vari Store di ‘mettere in fila’ i propri dipendenti alla fine della giornata e di farsi consegnare le loro borse, per poterle così perquisire e accertarsi che nessuno avesse sottratto merce dagli scaffali del punto vendita. Una vera e propria condotta autoritaria e lesiva della privacy personale, con i dipendenti obbligati a dover aspettare il proprio turno per la perquisizione quotidiana anche per mezz’ora. Il tutto, cosa che si può facilmente capire dal contesto, avveniva senza che venisse pagato ai dipendenti il tempo in più trascorso nel negozio.

La class action è stata avviata a San Francisco, all’interno di una corte federale, e il giudice incaricato di investigare sulla vicenda avrebbe stimato l’ammontare delle ore non pagate ai dipendenti in circa 1500 dollari per anno. Per questo ora sulla casa californiana Apple pende un’accusa di violazione del Fair Labor Standards Act, lo statuto che regolamenta i contratti in America, e di violazione di singole leggi negli stati incriminati, ovvero California e New York. Tuttavia, non è stato ancora determinato l’ammontare della cifra che la casa di Cupertino dovrà risarcire ai dipendenti che hanno aderito alla class action, nel caso in cui dovessero essere confermate le accuse, e quindi terminare la controversia con un giudizio di colpevolezza per l’azienda.

Non un attimo di pace in casa Apple che, dopo essersi calmate le acque che la separano dalla casa rivale coreana Samsung con il terminare di molti dei processi con cui si contendevano la proprietà intellettuale di brevetti, vede all’orizzonte un nuovo scoglio da affrontare per poter navigare in acque societarie più tranquille e serene.

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