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15 Dec

Apple evade 400 miliardi di dollari al fisco

21 maggio 2013
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La notizia. Apple accusata di aver eluso miliardi di dollari di tasse tra il 2009 ed il 2012. Pronta la guerra a suon di avvocati tra il fisco americano e la società californiana. La sottocommissione permanente di indagine del Senato degli Stati Uniti d'America ha mosso queste pesanti accuse alla Apple, dichiarando che sono stati sottratti circa 400 miliardi all'Internal Revenue Service, l'agenzia delle entrate americane, nel suddetto periodo.

Le accuse. Sembra risultare, dalle indagini condotte, che anche il colosso californiano possieda conti offshore: si parla di circa 102 miliardi di dollari occultati, e lo spostamento di ingenti profitti dagli USA a paesi, come l'Irlanda, dove le aliquote sono inferiori addirittura al 2%. Stati simili sono dei paradisi fiscali per la Apple, dato che, per le normative irlandesi vigenti, una società può essere tassata se esercita, e allo stesso tempo viene gestita e controllata, direttamente in loco. In particolare, è proprio questo il vero problema: le accuse sono principalmente mosse all''Apple Operations International', l'organizzazione che gestisce tutti i punti vendita all'estero, avente sede legale in Irlanda, che, essendo gestita negli Stati Uniti, non paga le tasse.

I personaggi in gioco. Le prime accuse sono state mosse dal senatore democratico Carl Levin, alla guida della sottocommissione sulle indagini: “Ad Apple non è bastato muovere i suoi profitti verso paradisi fiscali dove si pagano meno tasse, ma è andata oltre, creando delle entità off-shore per accumulare decine di miliardi di dollari, affermando al tempo stesso che fiscalmente non risiedevano in nessun posto”. Al suo seguito è intervenuto anche il senatore repubblicano John McCain: “Apple afferma di essere uno dei maggiori contribuenti americani ma è anche una società che ha eluso le tasse”. L'intervento più importante, però, giunge dalla stessa Apple; Tim Cook risponde alle accuse mosse: “Non usiamo trucchi fiscali. Apple vede con favore un esame obiettivo delle norme fiscali americane”.

Non ci resta che aspettare lo scontro che si terrà oggi a Washington, tra il ceo Tim Cook e i senatori statunitensi, per conoscere quale sarà l'esito delle indagini.

[foto: spaziomela.com]

Francesco Calderone

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