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Apple e il lavoro minorile, Samsung trucca i test: è questo il prezzo della competizione?

LaRedazione
31 luglio 2013
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Se si parla di nuovi prodotti elettronici è quasi impossibile che il mercato non veda un’alternativa di marchio Samsung e una di marchio Apple. Le due case ormai si scontrano su qualsiasi territorio di loro competenza, non ultimo quello degli smartwatch, che Apple dovrebbe presentare agli inizi del 2014, mentre Samsung sta tentando di tutto per portarlo nei negozi già a partire dal prossimo settembre.

Questa spietata concorrenza però non porta soltanto esiti positivi in fatto di prodotti e soddisfazione dei consumatori. Come tutte le battaglie infatti anche questa ha i suoi risvolti negativi, come quelli che stanno riempiendo pagine e pagine di blog e siti specializzati negli ultimi giorni.

Entrambe le case devono fronteggiare delle accuse molto gravi, in primis quella di Cupertino, per la quale il problema sarebbe rappresentato dalle estreme condizioni di alcuni suoi lavoratori e lo sfruttamento di minori nelle aziende operanti in Cina.

La notizia è partita dal Wall Street Journal, dunque non pare essere la solita voce di corridoio priva di alcuna sostanza. Già in passato la casa di Cupertino dovette affrontare le accuse legate al caso Foxconn, come in questo caso operante in Cina. A denunciare ben ottanta violazioni del codice di lavoro, tra le quali sono da evidenziare lo sfruttamento minorile e le pessime condizioni di lavoro, è stato il China Labor Watch. Stavolta al centro della vicenda ci sarebbe la Pegatron di Taiwan, che è uno dei più grandi partner ai quali la Apple è legata. E’ proprio qui che si lavora a quello che a breve verrà presentato come l’iPhone a basso costo, che ora però pare essere seriamente a rischio.

Il capitolo Samsung non è di certo così complesso e delicato come quello Apple, ma anche in questo caso non mancano delle riflessioni amare. Stando ai risultati ottenuti in seguito all’indagine portata avanti dalla Anandtech, la Samsung avrebbe volonatriamente truccato i test benchmark ai quali è stato sottoposto il Galaxy S4. Le sue impostazioni infatti sarebbero tali da consentire al dispositivo di raggiungere la massima velocità possibile d’operazione nel momento in cui vengono avviate determinate applicazioni di test.

L’S4 dunque raggiunge in caso di test delle velocità incredibili, ottenibili soltanto grazie a delle forzature. Le prestazioni sfoggiate infatti non sono riscontrabili in caso d’avviamento di altre app. Il tutto è ovviamente rivolto al conseguimento dei punteggi massimi nei test effettuati, così da piazzare il proprio prodotto ai vertici del mondo degli smartphone.

Due storie tanto diverse eppure tanto simili. Di certo la battaglia non avrà termine per questo, ma si spera che almeno possano cambiarne i modi.

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