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Chi sono le startupper italiane? Ce lo dice Girls in Tech Italy

Michela Fiori - 8 luglio 2013
Michela Fiori
8 luglio 2013
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“Molte di loro hanno studiato e lavorato all’estero, e ora sono di nuovo in Italia a sviluppare le loro idee di business. Sono fondatrici e co-fondatrici, CEO e CTO, molte sono donne d’affari, altre sviluppatrici e designer. Donne appassionate e ambiziose che stanno lavorando duramente per avere successo e cambiare le regole in settori in cui gli uomini spesso rivestono i ruoli più alti”.

È questo il profilo delle imprenditrici digitali italiane stilato da Sara Bonomi, una delle fondatrici del portale Girls in Tech Italy.

Girls in Tech è un business network internazionale: fondato a San Francisco nel 2007 da Adriana Gaiscogne, è presente in 33 paesi e ha 17mila aderenti. Il modello su cui si basa la filosofia di Girls in Tech è Sheryl Sandberg, direttore generale di Facebook e prima donna a entrare nel board di una multinazionale digitale (la Sandeberg è autrice del best seller dedicato a giovani donne in carriera “Facciamoci avanti”).

In Italia Girls in Tech ha la sua sede principale a Milano e vuole essere una giovane lobby a sostegno dell’intraprenditorialità femminile, con il compito di fare rete e potenziare le quote rosa delle imprese innovative.

Sul portale del network italiano è presente una lista di 50 imprenditrici digitali italiane che operano nei settori più disparati: device, moda,  biotech, intrattenimento.

L’elenco è l’esito di un sondaggio rivolto a esperti del settore, imprenditori, giornalisti, blogger e investitori. La lista non è definitiva ma viene aggiornata ogni 4 mesi.

Obiettivo della lista è fornire una mappatura del tessuto imprenditoriale femminile italiano. Tra le 50 donne segnalate sono presenti nomi conosciuti nel mondo dell’imprenditoria tecnologica, come le fondatrici di Atooma, le founders di Timbuktu e Selene Biffi, attiva nel sociale.

Michela Fiori

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