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16 Dec

Google Glass in sala operatoria: la chirurgia è online!

Francesco Calderone - 24 giugno 2013
24 giugno 2013
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I Google Glass entrano nella sala operatoria. Un chirurgo li sfrutta per mandare online, in tempo reale, video e foto dell’operazione, garantendo l’anonimato e fornendo materiale di studio, e  dimostrando così come i Glass siano uno strumento utile anche in campo medico.

L’obiettivo è centrato: il chirurgo Rafael Grossmann, dell’Eastern Maine Medical Center, ha dimostrato come, garantendo la privacy del paziente, sia stato possibile fornire del materiale molto utile ad un hangout di Google+, una sorta di piazza virtuale per gli utenti del social network di Mountain View. Attraverso i Google Glass è stato in grado di mostrare in tempo reale, in video ma anche postando di alcune foto, una delicata operazione allo stomaco di un paziente.

Questo è un grandissimo risultato in campo medico, soprattutto secondo la community. Basta pensare che in questi giorni c’è stata una fortissima guerra in campo di tutela della privacy, che i Glass sembrerebbero non poter garantire. Infatti in Francia, mentre tutto ciò accade negli Stati Uniti, la CNIL, organo competente in materia di privacy, ha dato 3 mesi di tempo a Google per regolamentarsi e garantire più tutela, per non incorrere in sanzioni pecuniarie molto pesanti. Ma i transalpini non sono gli unici: Canada, Italia, Nuova Zelanda, Australia, Messico, Israele e Svizzera pretendono chiarimenti, in materia di Google Glass, da Larry Page, direttore esecutivo di Google.

Per fortuna qualcuno però percepisce il futuro che si cela dietro questi occhiali. Grossmann non solo irrompe con questa scelta, dimostrando che è possibile tutelare, almeno nel campo medico, le persone, ma asserisce che: “Ho preso ogni precauzione per assicurare che la privacy del paziente, da cui ho ottenuto un consenso informato, fosse tutelata. Volevo dimostrare che questo è uno strumento intuitivo con grandi potenzialità per la salute, in modo particolare per la chirurgia. Potrebbero migliorare le consultazioni all’interno di una equipe, favorire il parere di esperti dall’esterno, ma anche rivelarsi un utile strumento didattico. Credo sia la prima volta che i Glass entrino in una sala operatoria e siamo riusciti a mostrare anche la tecnica endoscopica in modo veloce, economico e mantenendo anonima l’identità del paziente”. Che finalmente anche i più scettici riescano ad intravedere le grandi potenzialità dei Google Glass e si possano preparare ad un meraviglioso salto nel futuro?

[foto: rgrosssz.files.wordpress.com]

Francesco Calderone

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