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Datagate, Nsa intercetta le spedizioni di computer

LaRedazione
31 dicembre 2013
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datagate, l'nsa intercetta le spedizioni di computer

Lo scandalo Datagate torna al centro della cronaca per le intercettazioni delle spedizioni di computer che la Nsa avrebbe effettuato, venute alla luce grazie alle rivelazioni pubblicate dal settimanale Der Spiegel.

Il magazine tedesco ha citato fonti interne all’agenzia statunitense, secondo le quali delle spedizioni di computer ed altri dispositivi elettronici similari, sarebbero state intercettate. Lo scopo di queste intercettazioni è quello di inserire, nelle varie apparecchiature dei programmi, spyware che permettono di raccogliere informazioni relative al computer stesso e malware che permettono alla stessa Nsa di accedere alle informazioni contenute da una postazione remota.

Nelle rivelazioni di Der Spiegel non si cita il nome della talpa Eric Snowden, ma il fatto che uno dei sei autori del pezzo del settimanale tedesco sia Laura Poitras, uno dei contatti più importanti di Snowden, fa chiaramente intendere la provenienza dei nuovi documenti sui quali si basa l’inchiesta. Nello stesso articolo vengono citate soluzioni che permettono alle “teste di cuoio” digitali della Nsa di entrare nei dispositivi elettronici sia per quanto riguarda il software che l’hardware. Una sorta di ” catalogo ” che ora è stato rivelato, mettendo in difficoltà la stessa agenzia.

Si tratta di vere e proprie “intromissioni” nei cavi sottomarini che permettono le telecomunicazioni internazionali, cavi di collegamento dei monitor che permettono la registrazione dei dati che vi passano all’interno, ed altri strumenti hi-tech, tutti dal costo notevole. È proprio a questo gruppo di “teste di cuoio” digitali che viene attribuito lo spionaggio effettuato dalla NSA nei confronti di vari capi di stato e dei governi di alcuni paesi.

La novità comunque è rappresentata proprio dall’intercettazione e dalla “manomissione” delle apparecchiature, che vengono acquistate su Internet, e sulle quali vengono installati i software-spia, che permettono l’accesso ai dispositivi stessi da remoto. Viene anche sottolineato come questo sia reso possibile anche dalla “fragilità” di certi sistemi di alcune della case più famose, come Cisco System, Samsung, Dell o Huawei.

Un’altra notizia riportata nell’inchiesta chiama in causa direttamente anche Microsoft, spiegando che l’agenzia americana riesce anche a sfruttare i “Crash report” per entrare nei computer degli utenti dai quali provengono. La casa di Redmond ha immediatamente smentito queste illazioni, sottolineando che Microsoft non fornisce nessun dato dei propri clienti al governo statunitense. Sulla stessa linea anche le dichiarazioni di Cisco che ha ribadito la propria completa estraneità.

Riguardo allo scandalo Datagate, il giornalista inglese Glenn Greenwald, alcuni giorni fa, durante un congresso che si è tenuto ad Amburgo, ha espresso l’opinione che durerà ancora a lungo. Riguardo alle notizie riportate sulle intercettazioni delle spedizioni di computer, riportate da Der Spiegel, la Nsa non ha emesso nessun commento ufficiale.

 

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