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18 Dec

Geolocalizzazione: attenti ai propri dati salvati sullo smartphone

LaRedazione - 26 agosto 2013
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26 agosto 2013
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Attenti ai dati salvati sullo smartphone: i servizi di geolocalizzazione potrebbero rappresentare un’insidia per la propria privacy. D’altronde è proprio una ricerca effettuata da un noto istituto statunitense, a Washington, ad evidenziare come soprattutto le fasce d’età più giovani siano consapevoli del fatto che avere sempre tracciata la propria posizione, possa costituire alla fine un pericolo per la propria riservatezza. Un’idea che è partita dai più popolari social network, come Facebook o Twitter, che si è poi estesa a piattaforme dedicate in maniera specifica alla localizzazione degli utenti, come ad esempio FourSquare che si prospetta tra gli obiettivi proprio quello di rendere sempre reperibili gli utenti, tracciando la loro posizione magari per ritrovarsi nel corso di un sabato sera tra i locali in città.

Localizzazione che risulta però essere sin troppo invadente, e che soprattutto rischia di rivelare informazioni indesiderate, e soprattutto tracciare gli esatti movimenti degli utenti, un effetto ‘spia’ molto temuto da chi utilizza con assiduità internet attraverso gli smartphone. Dall’indagine effettuata a Washington, emerge comunque un dato importante, ovvero che è proprio la fascia dai dodici ai diciassette anni, ovvero quella tra gli utenti di telefonini di ultima generazione considerata più vulnerabile alla gestione di dati sensibili, ad avere la maggiore consapevolezza dell’importanza dei dati che si condividono sui social network o tramite le più disparate applicazioni. Basti pensare che tra di essi, praticamente la metà disabilita nelle applicazioni scaricate la funzione della geolocalizzazione, mentre quasi il trenta per cento addirittura disinstalla le app, se viene a sapere che gestiscono con eccessiva disinvoltura dati sensibili e personali.

Le preoccupazioni d’altronde sono tante, e vanno dal concetto più esteso di privacy, per cercare di sfuggire a quello che ormai sembra l’occhio elettronico di un grande fratello chiamato internet, ad esigenze più pratiche e pressanti che riguardano principalmente ragazzi della fascia di età dei teenager, come quello di non far sapere dove ci si trova, in ogni singolo momento, ai propri genitori, al proprio partner o anche ai propri amici. Sono le ragazze ad essere preoccupate in maggior misura della questione rispetto ai maschi, e se come detto il cinquanta per cento degli utenti evita di scaricare un’applicazione che gestisce dati personali e geolocalizzazione, un altro venticinque non si pone il problema all’inizio, ma poi non esita a cancellare la app dal proprio smartphone, nel caso in cui risulti essere eccessivamente invadente. Insomma, giovani sempre più attenti e meno sprovveduti riguardo al problema della privacy su internet.

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