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12 Dec

Google ha acquisito Slick Login

LaRedazione
18 febbraio 2014
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Google ha acquisito Slick Login

Google ha acquisito Slick Login, una nuova startup che si è lanciata cinque mesi fa sul mercato al Techcrunch Disrupt, riscuotendo immediatamente un certo successo e attraendo gli sguardi della multinazionale.

La Slick Login ha presentato un sistema di tracciamento completamente nuovo basato sui suoni. Parliamo di un suono quasi inudibile, leggerissimo, che viaggia attraverso i normali speaker di un computer e permette il login ad un qualsiasi account che adotti la nuova tecnologia.

Google si è dunque appena aggiudicata un nuovo modo di concepire la password. La funzionalità del nuovo sistema è molto semplice: basta scegliere un suono e mandarlo come input, all’applicazione; la traccia audio viene analizzata, e una volta riconosciuta, un nuovo segnale viene spedito direttamente al server del sito. Al sito viene così confermata la vostra identità. Il sistema, apparentemente molto semplice, almeno, nel suo funzionamento più superficiale, è di difficilissima implementazione, ma la Slick Login ha dimostrato di saperlo fare.

I ragazzi di Slick Login hanno illustrato ancora più chiaramente l’efficacia del progetto. Torniamo a vedere cos’è accaduto sul palco del nest che ha visto il team della startup presentare la loro idea agli investitori. Due ragazzi su un palco, un portatile aperto rivolto verso il pubblico e sullo schermo, una normale pagina di login in un ipotetico account che attende il nome dell’user e la password. Ma non c’è alcun sistema per scriverla. Uno dei due ragazzi estrae il proprio cellulare, lo avvicina al computer, orientandolo verso lo speaker e microfono e clicca sul riproduttore audio.

Nessuno sente nulla, ma il computer sì. Immediatamente la pagina del login cambia. Il sistema ha recepito la password sonora, quasi inudibili all’orecchio umano, ha riconosciuto l’identità dell’user e gli ha dato accesso al suo profilo. Rapidissimo, e in effetti, davvero molto difficile da hackerare.

Per proteggere i nostri account da hackeraggi e furti d’identità l’idea delle password sonore potrebbe rivelarsi un ottimo deterrente. Naturalmente siamo ancora molto lontani dal giorno in cui questo sistema si affiancherà agli altri già in uso, sorpassando magari anche le password alfanumeriche. Intanto non mancano i problemi. Il software, per quanto funzionante, è di complessa implementazione, e le password sonore, essendo tutte diverse, non hanno al momento alcun altro elemento su cui si possa lavorare per la decodifica delle informazioni che dovrebbero riportare.

Google intanto ha già acquisito Slick Login, la startup che sfrutta la tecnologia di identificazione tramite dei campioni audio e c’è da scommettere che molto presto ne vedremo delle belle.

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