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12 Dec

The Guardian ‘affonda’ Skype

12 luglio 2013
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Microsoft e la sua Skype ancora una volta nell’occhio del ciclone: questa volta è il Guardian ad attaccare la casa statunitense, pubblicando sul proprio sito delle citazioni su alcuni documenti di Snowden, che dimostrerebbero come le società abbiano collaborato strettamente con la NSA. Intanto Snowden è ancora latitante e la Russia propone una mossa ‘anti tecnologica’ per contrastare questa dilagante violazione della privacy: il ritorno alle macchine da scrivere.

Ancora una volta, ancora Microsoft e Skype. Dopo l’attacco a Skype dello scorso Giugno da parte del New York Times, questa volta è il Guardian, altra testata, ad attaccare la società di Bill Gates. Secondo quanto riportato sul sito del giornale inglese, sembrerebbe che Microsoft e NSA abbiano collaborato per bypassare la sicurezza di dati privati. Questo grazie a delle chiavi di sicurezza fornite dalla società informatica all’agenzia nazionale. Le accuse sono pesanti:

  • Microsoft ha aiutato la NSA a bypassare la sua stessa codifica che impediva all’agenzia di intercettare le web chat sul portale di Outlook;
  • L’agenzia aveva comunque accesso alle email su Outlook, incluse le mail di Hotmail;
  • La compagnia ha lavorato con l’FBI quest’anno, per consentire alla NSA di avere un accesso semplificato, attraverso PRISM, al suo service di storage sul cloud (vale a dire SkyDrive);
  • Skype ha lavorato con le agenzie di intelligence negli ultimi tre anni, per consentire a PRISM di avere accesso a conversazioni video e audio;
  • Il materiale che viene raccolto con PRISM viene abitualmente condiviso con l’FBI e la CIA, con una procedura che un documento della NSA chiama “team sport”.

Ovviamente ciò era già venuto a galla dalle prime rivelazioni su Skype, ma questo dimostra come, tra tutte le società informatiche coinvolte nello scandalo, Microsoft ne esca con le ossa rotte.

A fronte delle rivelazioni del Guardian, Microsoft risponde tramite un portavoce: “Abbiamo chiari principi che guidano le nostre risposte alle richieste del governo per informazioni sui consumatori e se il governo ha un piano di sicurezza nazionale volontario per la raccolta dati dei clienti, Microsoft non partecipa ad esso”.

Mentre tutto ciò bolle in pentola, Snowden è sempre latitante. Sembra che risieda ancora in Russia, che non solo ancora potrebbe avere Snowden, ma è anche pronta, con una mossa ‘antitecnologica’, ad impedire che la NSA possa entrare in possesso dei dati sensibili e di documenti privati: per impedire che altri possano fare scempi, come quello del Datagate, si è pensato di reintrodurre le macchine da scrivere. Una scelta assurda, per l’era in cui ci troviamo, ma forse sembra essere l’unica boa in questo mare sempre più desolante.

[foto: algemeiner.com]

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