Bollette gonfiate, bloccate le chiamate al 144

Scatterà dall’1 ottobre, e non più dall’1 luglio, il blocco verso le chiamate ai numeri con suffisso 144.

Lo ha deciso l’Autorità per le Telecomunicazioni con un nuovo provvedimento, dopo che il Tar del Lazio aveva accolto un ricorso dei fornitori di servizi sulla precedente delibera, che prevedeva l’avvio del blocco dal primo luglio; l’Autorità ha inoltre deciso, in linea con la pronuncia del Tar, una capillare e tempestiva campagna informativa.

A fare ricorso alla giustizia amministrativa erano stati alcuni fornitori di servizi e non gli operatori telefonici, che erano pronti a mettere il blocco alle famiglie italiane vittime, in alcuni casi, di bollette astronomiche dovute non solo a chiamate a maghi e oroscopi, ma anche a vere e proprie truffe.

Il Tar, rinviando la trattazione di merito al mese di novembre e scatenando le proteste delle associazioni dei consumatori, aveva accolto la richiesta di sospensiva, bloccando il provvedimento precedente nella parte più rilevante, cioé la data di attivazione del blocco, ed evidenziando due elementi particolari di criticità: la delicatezza della questione e la necessità di dare completa informazione alle famiglie.

Il Consiglio dell’organismo guidato da Corrado Calabrò, ha infatti deciso, in linea con la pronuncia del Tar, "una capillare e tempestiva campagna informativa che sarà realizzata non solo dagli operatori, ma anche direttamente da Agcom insieme alle associazioni dei consumatori, con le quali è stato definito un apposito protocollo d’intesa".

Resta comunque ferma, ricorda l’Autorità, la possibilità per gli utenti di anticipare sin d’ora il blocco, chiedendolo espressamente al proprio operatore di telefonia fissa, che è tenuto a fornirlo.

Soddisfatta l’Adiconsum che fa sapere, tramite le parole del segretario Paolo Landi, di non essere "contraria ai servizi a valore aggiunto, che in molti casi rappresentano una comodità per l’utenza. Ciò che intendiamo combattere sono tutti quei comportamenti vessatori che hanno danneggiato le famiglie. Un PIN obbligatorio per accedere a questi servizi è lo strumento che pone le famiglie dal riparo da comportamenti scorretti e allo stesso tempo salvaguarda il diritto ad accedere ai quei servizi".