Cambia la tariffa, legittimo il cambio gestore

Gli utenti di telefonia mobile, ai quali viene comunicata la modifica unilaterale dei piani tariffari, devono poter avere immediatamente la portabilità del numero telefonico presso un altro operatore, con il riconoscimento del credito residuo.

Lo ha deciso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha esaminato le denunce ricevute dai clienti Wind, avvisati dall’operatore attraverso l’invio di un sintetico sms del passaggio, non richiesto, ad un altro piano tariffario, meno vantaggioso.

L’Antitrust ha sottolineato che il Codice delle comunicazioni elettroniche attribuisce agli abbonati il diritto di recedere dal contratto, senza penali, al momento della notifica di proposte di modifica delle condizioni contrattuali: la comunicazione relativa alla variazione dei piani tariffari, inviata con sms e senza l’indicazione sulla possibilità di esercitare tale diritto, sembrerebbe dunque violare la regolamentazione in vigore e potrebbe, in base alla normativa, essere sanzionata.

Per l’Autorità rientra nella disponibilità delle imprese offrire nuovi e più costosi piani tariffari ma occorre garantire agli utenti, che intendono cambiare operatore, la portabilità immediata del numero di telefono, assicurando il mantenimento del credito residuo.

L’Autorità sottolinea infine che il messaggio inviato da Wind non contiene neanche l’indicazione del giustificato motivo che legittimerebbe l’operatore telefonico a realizzare le modifiche del piano tariffario; se la possibilità di variazione unilaterale fosse prevista dalle condizioni generali di contratto, potrebbero esistere gli estremi per una valutazione di vessatorietà delle stesse clausole contrattuali.

Soddisfatto il Movimento Difesa dei Cittadini secondo cui “di fronte ai comportamenti a dir poco scandalosi di alcuni operatori di telefonia mobile subito dopo l’emanazione del decreto Bersani e alle migliaia di denunce che sono seguite, l’appello dell’Antitrust rappresenta un forte richiamo non solo per le compagnie e per l’Agcom, ma anche per le associazioni dei consumatori, invitate ad agire giudizialmente”.

Soddisfatte anche Federconsumatori e Adusbef ma una domanda sorge spontanea: se in una determinata zona l’operatore telefonico è uno e uno soltanto, nel caso in cui questo decidesse di cambiare le condizioni contrattuali per i clienti mobili quale norma si applicherebbe?