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Canone Rai su pc e telefonini, parte la protesta

20 febbraio 2012
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Sta facendo discutere da qualche giorno la presunta richiesta avanzata dalla Rai che avrebbe preteso il pagamento del canone anche per il possesso di apparecchi in grado in qualche modo di captare il segnale televisivo.

Lo scrive Aduc secondo cui la Rai sta inviando lettere a professionisti e aziende in ottemperanza al Regio Decreto 246 del 1938 secondo cui la tassa va pagata su tutti gli "apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni".

Tale decreto è stato poi confermato dalla Corte Costituzionale che nel 1988 stabilì che il canone Rai è dovuto in tutti i casi in cui si sia in possesso di uno o più apparecchi in grado, anche solo potenzialmente, di ricevere il segnale televisivo.

Il canone dovuto per il possesso di questa tipologia di apparecchi andrebbe dai 200 ai 500 euro fino a salire nel caso in cui vengano colpiti studi professionali o uffici con più computer collegati.

Rientrerebbero in questa categoria, infatti, tutti gli smartphone di nuova generazione ma anche i computer, i tablet e le console di gioco per cui se la richiesta oggi come oggi è stata avanzata solo nei confronti delle società e dei professionisti non è detto che a breve non si decida di procedere anche nei confronti dei singoli e delle famiglie.

In sostanza secondo la Rai il semplice possesso di un apparecchio giustifica il pagamento della tassa che non è tassa per la fruizione di un servizio ma tassa per il possesso di uno strumento.

Ulteriori informazioni e il testo dell’interpellanza parlamentare presentata dai rappresentanti delle associazioni dei consumatori sono disponibili cliccando qui.

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