Costi disattivazione Adsl, è polemica

Dopo l’approvazione del decreto Bersani sulle liberalizzazioni, che prevede l’abolizione dei canoni di durata annuale e soprattutto la possibilità per l’utente di disdire il contratto senza il preavviso di 60 giorni e senza l’obbligo di pagare i canoni restanti fino al dodicesimo, affiorano i primi problemi.

Infatti secondo il decreto Bersani il preavviso per la disdetta dei contratti scende a 30 giorni e non si è più obbligati a pagare i canoni  restanti, le cose non stanno proprio così all’atto pratico.

Le aziende infatti continuano ad addebitare all’utente in caso di recesso anticipato una penale
prevista proprio dal decreto Bersani che consente di addebitare tutte quelle spese che l’operatore deve sostenere quando l’utente rescinde in anticipo dal contratto.

Vediamo nello specifico quali sono le penali previste dai vari operatori, che proprio in questi giorni si stanno “adeguando” al nuovo decreto:
“allo scopo di coprire i costi che Telecom Italia sostiene per la disattivazione della linea telefonica, nonché del servizio ADSL, sarà introdotto per le sole cessazioni che avvengono nel primo anno di vigenza contrattuale un costo di disattivazione pari a 48 Euro (IVA inclusa) una tantum; in caso di cessazione contestuale del servizio ADSL, l’importo complessivo dovuto sarà pari a 60 Euro (IVA inclusa).Tale costo sarà addebitato a partire dal 1° maggio”, si legge sul sito del 187. Dunque, se si disdice l’Adsl o la linea Telecom si pagano 48 euro mentre se si disdicono entrambe le opzioni di euro se ne pagano 60. Ma se è vero che Telecom paga per i costi di disattivazione delle linee o del servizio, a che scopo pagare 150 euro per l’attivazione di una linea fissa? E, soprattutto, calcolando che è a Telecom che si rivolgono gli altri gestori per l’attivazione delle linee in regime di monopolio, non si arriva al paradosso per cui solo ed esclusivamente Telecom continua a guadagnare?;
Wind ha fatto sapere che applicherà una penale complessiva di 40 euro;
Tiscali non ha ancora fatto sapere come si muoverà nell’applicazione del decreto Bersani;
Tele2 applicherà una penale pari a 60 euro;
Fastweb da questo mese sta applicando una penale massima di 217 euro che si riduce in proporzione al numero di mesi che mancano alla scadenza dell’abbonamento ed è gratis dopo i dodici mesi.

Altroconsumo ha già fatto ricorso sostenendo che “prima del decreto Bersani, per poter cambiare operatore il consumatore doveva attendere la scadenza annuale del contratto, ma allora non pagava nulla per il recesso. Attualmente gli operatori accettano il recesso prima della scadenza annuale, ma pretendono di essere pagati per questo. E’ un’ulteriore dimostrazione che in realtà i 40 o 60 euro imposti sono una cifra compensatoria, corrispondente a 2 o 3 mensilità della tariffa adsl flat, del minor guadagno derivante dalla minore durata del contratto e non certo un equivalente di costi effettivamente sostenuti dalle aziende” e dunque chiedendo l’intervento dell’Agcom, chiamata a verificare se le penali applicate dagli operatori sono davvero giustificate in relazione ai costi sostenuti dagli stessi per la chiusura degli abbonamenti.

Allo stato attuale nonostante il decreto Bersani il costo per gli utenti di fatto resta.