Google contro la censura di Frattini

All’inizio della settimana Franco Frattini, commissario europeo per la Sicurezza, veva proposto a Google di bloccare le ricerche legate a keyword particolarmente pericolose come bomba, genocidio o terrorismo così da ostacolare ogni attività eversive.

Ma a questa proposta Google ha risposto in maniera negativa sostenendo di opporsi “alla censura e in ogni caso impedire la ricerca di alcune parole non è la soluzione al problema della sicurezza”.

“Proporrò che diventi penalmente perseguibile chi diffonde su Internet le istruzioni per fabbricare bombe […] intendo portare avanti un esercizio di esplorazione con il settore privato… su come sia possibile usare la tecnologia per evitare che la gente usi o cerchi parole pericolose come bomba, uccidere, genocidio o terrorismo”, aveva dichiarato Franco Frattini, proponendo un’ipotesi difficilmente praticabile e soprattutto inutile.

Google, tramite Peter Fleischer, intervistato da La Repubblica è stato però chiaro e drastico: “ci sono tante ragioni per le quali una persona potrebbe cercare su internet una parola come “genocidio”, ad esempio a scopo educativo […]” e dunque la priorità nei controlli deve essere rivolta al processo di pubblicazione “ma se una pagina esiste sul web Google deve essere in grado di trovarla”.

Dunque Google sposta il problema dai contenuti all’indicizzazione, sostenendo che non è possibile censurare determinate parole proprio perché si tratta di parole che potrebbero essere ricercate ad altri scopi che non quelli sovversivi.

Niente da fare per Frattini, dunque, che però non si arrende: “francamente  “istruire le persone a creare una bomba non ha niente a che fare con la libertà di espressione, o con la libertà di informare la gente. Il giusto equilibrio, secondo me, è dare la priorità alla protezione dei diritti assoluti e, prima di tutto, il diritto alla vita”.

Sembra comunque che Frattini abbia ben poco da ribadire perchè la questione, così posta, sembra essere davvero inapplicabile.