Il cellulare è un mezzo di sussistenza

In tempi di cambiamento anche la Cassazione si adegua al nuovo corso degli eventi ed emette una sentenza destinata a far parlare: il telefonino è infatti stato considerato un mezzo di sussistenza esattamente come il cibo e un tetto sopra la testa.

Questo perchè, dice la Suprema Corte, "nell’attuale dinamica evolutiva degli assetti e delle abitudini di vita familiare e sociale, nella nozione di mezzi di sussistenza devono ritenersi compresi non più e non soltanto mezzi per la sopravvivenza vitale (quali il vitto e l’alloggio) ma anche gli strumenti che consentano un sia pur contenuto soddisfacimento di altre complementari esigenze della vita quotidiana".

Chiaramente questo mezzi di sussistenza voluttuario deve essere erogato "in rapporto alle reali capacità economiche e al regime di vita personale del soggetto obbligato".

La decisione si riferisce alla sentenza 45809 relativa al caso di un padre separato che non era stato in grado di seguire le sorti del figlio minore e dell’ex moglie; il soggetto era stato denunciato dalla ex moglie perché, nonostante il giudice della separazione avesse imposto, il 12 febbraio 2003, un mantenimento di 400 euro al mese per il figlio e per la consorte di 150, lui si era limitato a versare "solo saltuariamente somme di denaro comunque inferiori all’importo mensile".

Condannato dal Tribunale di Napoli, nell’aprile 2006, e dalla Corte di Appello del capoluogo campano, nel novembre 2007 per omessa somministrazione dei mezzi di sussistenza in favore dell’ex consorte e del figlio minore, l’uomo si è rivolto alla Cassazione sostenendo di essere impossibilitato a versare l’intera somma alla precedente famiglia a causa di motivi di salute e dovendo mantenere una figlia di secondo letto.

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha evidenziato che Marco D. M. è colpevole di mancata somministrazione dei mezzi di sussistenza sia "nelle sue componenti oggettive che in quelle soggettive (la decisione di primo grado segnala che l’imputato non si è mai interessato di incontrare il figlio minore, tenendo un atteggiamento di indifferenza verso le sorti del bambino e dell’ex moglie, nel contempo avendo dato vita ad una nuova unione coniugale da cui è nata un’altra figlia)".

Tempi che cambiano, anche per i padri separat…