Intel risponde all’Ue e si proclama innocente

Dopo essere stata attaccata dall’Unione Europea, che l’ha accusata di aver agito in maniera scorretta nei confronti di Amd, Intel si è difesa sostenendo di aver invece agito legalmente per tutelare i consumatori.

In un comunicato stampa reso pubblico, Intel sostiene infatti che il segmento di mercato relativo ai microprocessori funziona in maniera libera e normale e che la condotta tenuta dalla società, e presa di mira dall’Ue, sia del tutto “rispettosa della legge, tesa alla libera concorrenza e a tutto vantaggio dei consumatori”.

Intel anzi va oltre e dichiara che “il caso è basato solamente sulle lamentele riportate da un diretto concorrente e non dagli utenti e dai consumatori” e dunque che “la dichiarazione di opposizione contiene solo accuse preliminari, il che non equivale a dire che sono state scoperte delle violazioni alle leggi della Unione Europa. […] È evidente come questo settore sia altamente competitivo e attivo. Se i concorrenti sono abili allora il mercato li ricompensa. Se invece perdono colpi e non soddisfano le aspettative, il mercato risponde di conseguenza”.

Come scritto la scorsa settimana, l’abuso di Intel secondo la Commissione Europea è di tre tipi: il primo riguarda sconti a diversi produttori di equipaggiamenti elettronici in cambio di acquisto esclusivo delle Cpu da Intel, il secondo riguarda “pagamenti per indurre” i clienti a ritardare o cancellare linee di prodotti con Cpu della Amd e il terzo la proposta di offerte sottocosto nelle gare di appalto per clienti strategici.

Ad esprimersi sulla vicenda è stata anche Amd Europa che tramite Giuliano Meroni ha fatto sapere: “crediamo che la dichiarazione di opposizione fungerà da catalizzatore per aprire il mercato globale dei microprocessori a tutto beneficio dei consumatori e delle compagnie produttrici di PC”.
Intel ha comunque 10 settimane di tempo per dimostrare la propria innocenza ed evitare una multa da 3 miliardi di euro.