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14 Dec

Kindle 2, innovazione o bufala?

11 febbraio 2009
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Secondo gli analisti funzionerà solo se permetterà integrazioneIn America c’è grande fermento per il lancio di Kindle 2, la versione rivista e corretta del lettore per e-book lanciato da Amazon due anni fa.

Kindle 2 è stato presentato in queste ore e sarà venduto sul sito di Amazon, dal 24 febbraio, a 359 dollari.

Un costo alto, dicono molti, anche se obiettivamente Kindle 2 è equipaggiato in maniera egregia per soddisfare gli amanti della lettura in movimento: 20×12 cm di grandezza per uno schermo da 6 pollici (risoluzione 600×800 a 16 toni di grigio) e 9 millimetri di spessore per un dispositivo che salta agli occhi soprattutto per la connessione Wi-Fi, che rende possibile il suo utilizzo sempre e comunque in presenza di collegamento.

Se il Wall Street Journal parla già di rivoluzione destinata a cambiare il mercato ci si chiede però se sia o meno il caso di gridare al cambiamento: i libri digitali non sono ancora riusciti a decollare e, se riuscissero a farlo, ora come ora sarebbe grazie soprattutto agli smartphone di nuova generazione che integrano servizi aggiuntivi, come quello offerto da Google, permettendo la visualizzazione di libri e documenti senza grande fatica sui display.

Sicuramente la caratteristica degna di nota è la funzione Whispersync che permette di "sincronizzare automaticamente il Kindle 2 e il Kindle originale, il che rende la transizione verso il Kindle 2 o l’uso di entrambi i dispositivi semplice per i clienti" e dunque spiana la strana per la convergenza tra i vari dispositivi, in un futuro immediato.

Non a caso gli analisti di Gartner concordano nel sostenere che "se si potesse estendere la funzione del Kindle a dispositivi aggiuntivi o, ancora meglio, se si potessero acquisire dei contenuti attraverso un altro dispositivo e poi farlo finire sul Kindle, allora come avrebbe una proposta di valore più convincente".

Insomma, allo stato attuale Kindle 2 ci sembra un prodotto interessante ma non utile quanto si vorrebbe far credere: potrebbe diventarlo nel futuro, se e quando sarà risolta la questione dell’interoperabilità con altri dispositivi mobili.

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