L’e-commerce vola con il freno a mano

Expedia e Casaleggio Associati hanno presentato la ricerca “E-commerce in Italia: una crescita con il freno a mano” che analizza il mercato dell’e-commerce in Italia confrontandolo con quello Europeo.

La vendita tramite il canale online è ormai una realtà consolidata all’interno dell’offerta al consumatore finale e rappresenta in alcuni Paesi fino al 6% delle vendite al dettaglio; per quanto riguarda il turismo, settore trainante dell’e-commerce, la percentuale di vendite online è superiore al 20%.

Nel 2007 il fatturato dell’e-commerce europeo è stato pari a 210 miliardi di euro ma in Italia sono stati fatturati 4,868 miliardi di euro con una crescita del 42,2% rispetto al 2006; in particolare, la crescita è apparsa evidente per alcuni settori come turismo, tempo libero ed elettronica di consumo.

A trainare il mercato è il settore del turismo con un aumento di fatturato di circa 800 milioni di euro rispetto al 2006.

“Nel nostro paese una serie di fattori stanno frenando la crescita del settore” ha dichiarato Gianroberto Casaleggio, Presidente di Casaleggio Associati. “In particolare, il rallentamento è evidente nella vendita di beni fisici, tanto che per la prima volta un settore dell’e-commerce in Italia, l’alimentare, ha subito una contrazione. I beni digitali stanno invece crescendo oltre il 50% annuo, a dimostrazione che il mercato è ricettivo. I freni sono da ricercarsi soprattutto nella logistica e nella connettività, ma anche negli investimenti limitati da parte delle società venditrici, che tendono a vedere Internet come accessorio al modello di business esistente, senza puntarci davvero investendo nell’innovazione".

“La strategia vincente per differenziarsi dalla concorrenza, e realizzare iniziative on line di successo, è investire sul livello di servizio al cliente” ha dichiarato Adriano Meloni, Amministratore Delegato di Expedia, “questo consente di ottenere una maggiore fidelizzazione, un’ottimizzazione degli investimenti pubblicitari e un’efficace posizionamento del brand  nel mercato di riferimento”.