L’Ue attacca Apple per iTunes

La Commissione Europea ha inviato un monito alla Apple e ad alcune major musicali sostenendo che gli accordi per la fornitura di musica su iTunes impongono restrizioni territoriali ai consumatori e violano dunque la legislazione comunitaria.

Il motivo è legato al fatto che, secondo l’Ue, i consumatori possono acquistare brani musicali solo dall’iTunes presente nel loro Paese di residenza e per questo, sostiene l’Ue, le scelte dei consumatori relative al luogo in cui acquistano la musica sono soggette a “restrizioni” dal momento che sono condizionate a livello di prezzi e offerta.

L’Unione ritiene dunque che Apple violi il principio di non restrittività del mercato che impedisce a qualsiasi soggetto di inibire le scelte dei consumatori sul terreno europeo.

Per esempio iTunes store in Inghilterra vende canzoni per 79p contro i 0.99 euro (che equivalgono a 69p) della gran parte dei negozi virtuali Apple europei, compreso quello italiano; proprio dalla constatazione di questa differenza alcuni consumatori avevano presentato denuncia contro la Apple presso l’Ue.

Secondo indiscrezioni, tra le case discografiche interessate figurano la Sony BMG Music Entertainment, la Universal Music Group, la Warner Music e la EMI Group PLC.

Immediata la replica di Apple: “Apple ha sempre tentato di realizzare un unico musicstore pan-Europeo accessibile da qualsiasi stato membro. Ma le etichette musicali e gli editori ci hanno confermato che esistono dei limiti legali ai diritti che ci potevano garantire”.

E dunque, prosegue il comunicato, “noi non riteniamo che la Apple abbia fatto alcunché che viole le norme europee. Continueremo a lavorare con l’Unione Europea per risolvere la questione”.

A questo punto Apple ha due mesi di tempo per rispondere per scritto alle obiezioni della Commissione la quale potrà decidere se imporre o meno una multa che può raggiungere il 10% del fatturato mondiale della società sotto accusa.