L’Ue contro Intel per concorrenza sleale

Dopo Microsoft, anche Intel finisce nel mirino della Commissione Europea che ha deciso di procedere contro il colosso dei microprocessori in quanto accusato di “concorrenza sleale nei confronti del rivale Amd”.

Nello specifico, dice la Commissione, Intel ha fornito chip a clienti strategici ad un prezzo più basso “nel contesto di offerte contro Amd”, unica società competitrice nel mercato dei microprocessori con circa il 20% del mercato.

In realtà la Commissione Europea aveva iniziato a raccogliere informazioni su Intel e sul rapporto con Amd già nel 2001, dopo che proprio Amd si era lamentata del comportamento di Intel che invogliava “i costruttori di schede madri interessati a passare alla concorrenza”; e se tali accuse erano state considerate “infondate” da parte della Commissione Europea nel febbraio del 2002 nel 2004, in seguito a nuove informazioni fornite da Amd, le indagini erano state riprese fino alla richiesta di ispezioni negli uffici europei di Intel alla ricerca di prove di azioni contro la concorrenza.

L’abuso di Intel secondo la Commissione Europea è di tre tipi: il primo riguarda sconti a diversi produttori di equipaggiamenti elettronici in cambio di acquisto esclusivo delle Cpu da Intel, il secondo “pagamenti per indurre” i clienti a ritardare o cancellare linee di prodotti con Cpu della Amd e il terzo la proposta di offerte sottocosto nelle gare di appalto per clienti strategici.

“Intel”, spiega nella nota la Commissione, “ha 10 settimane per rispondere e avrà il diritto di essere ascoltata in un’udienza orale. Se le conclusioni preliminari saranno confermate, la Commissione potrebbe chiedere a Intel di far cessare l’abuso e imporre una multa”.

Se dunque nei prossimi due mesi Intel non riuscirà a convincere i giudici della bontà delle sue azioni potrebbe essere multata del 10% dei ricavi delle vendite dell’ultimo anno e la multa potrebbe raggiungere la cifra di tre miliardi di euro.