L’Ue riduce le tariffe di roaming

I ministri dell’Unione Europea hanno dato applicazione all’intesa sulle tariffe di roaming, che prevede la riduzione dei prezzi per chi fa o riceve chiamate sui cellulari quando è all’estero, nei Paesi membri dell’Unione europea.

La nuova normativa prevede una riduzione graduale su tre anni fino al 50% delle attuali tariffe, quando ora in Europa le chiamate effettuate e ricevute via roaming costano in media un euro al minuto.

Le riduzioni dovrebbero entrare in vigore già da fine giugno, ma verosimilmente e fattivamente non scatteranno prima della metà di settembre, e per il primo anno prevedono tre tetti: uno di 49 centesimi al minuto per le chiamate effettuate, uno di 24 centesimi per quelle ricevute e uno di 30 centesimi per i prezzi all’ingrosso praticati da un operatore all’altro.

Il prossimo anno questi tetti scenderanno a 46 e 22 centesimi per le chiamate effettuate e per quelle ricevute e a 43 e 19 centesimi nel 2009.

Prima di entrare definitivamente in vigore, il taglio delle tariffe dovrà essere adottato dagli Stati membri il 25 giugno e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue il 29 giugno.

Un mese dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue , gli utenti potranno chiedere alle società di telefonia mobile di applicare le tariffe regolamentate; tre mesi dopo, il passaggio alle nuove tariffe avverrà automaticamente per i clienti che non abbiano scelto di conservare le condizioni previste dal proprio abbonamento precedente.

Soddisfatta Viviane Reding che ha detto: “so che qualcuno dell’industria sta dicendo che ora si potrebbero alzare i prezzi a livello nazionale per compensare gli operatori. Trovo tutto ciò difficile da credere, visto che la concorrenza tra gli operatori è basata sul mercato nazionale e un rialzo dei prezzi nazionali vuol dire autoescludersi dal mercato”.

Aduc, l’Associazione per la difesa degli utenti e dei cittadini, sostiene invece che il risparmio è solo apparente ed è “lo stesso di chi ha esultato quando il Parlamento italiano ha imposto il divieto di costi fissi per le ricariche dei telefonini”.

“Cosa è successo in Italia dopo quest’ultima imposizione?”, si chiede Aduc. “Che tutti i gestori telefonici hanno aumentato i costi delle stesse ricariche e, più in generale, delle tariffe. Non solo. Ma hanno inventato nuove gabole per letteralmente fregare soldi ai loro clienti; gabole spesso spudoratamente illegali e su cui l’Autorità delle Comunicazioni, nonostante le nostre continue denunce, non interviene. Perchè non dovrebbe succedere altrettanto dopo questa decisione Ue?”.

Eurobarometro qualche tempo fa aveva rilevato che il 15% degli utenti europei di cellulari non porta il cellulare in valigia o lo lascia spento nel corso dei soggiorni all’estero, mentre il 21% lo utilizza solo per inviare sms.