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12 Dec

La pirateria informatica è cresciuta dell’1% in Italia

12 maggio 2010
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Business Software Alliance ha presentato la settima edizione dello studio realizzato da IDC per analizzare il fenomeno della pirateria informatica a livello globale.

Nel corso dell’anno solare 2009 (il lasso di tempo analizzato), l’installazione di software commerciale privo di regolare licenza sui PC italiani risulta cresciuta dell’1%, dal 48% (dato del 2008) al 49% (in pratica, la percentuale d’illegalità che già affliggeva l’Italia nel 2007). Il controvalore commerciale di questa percentuale corrisponde ad oltre 1.209 milioni di euro.

A dispetto della fase di recessione attraversata dall’economia a livello mondiale, la pirateria informatica nel 2009 si è ridotta in 54 mercati ed è cresciuta solo in 19; il tasso globale di pirateria è cresciuto dal 41 al 43%, in gran parte a seguito del maggior peso che rivestono sul mercato mondiale del software Paesi ad elevatissimo tasso di sviluppo quanto di illegalità diffusa come la Cina, l’India e il Brasile.

La ricerca condotta da IDC rileva che per ogni 100 euro investiti in software legale ne corrispondono altri 75 in software illegale. Un dato che non impatta solo sull’andamento del settore IT, dal momento che un altro studio realizzato da IDC per BSA ha stimato che ogni euro speso in software legale ne genera da 3 a 4 in distribuzione, assistenza e servizi. Sicché una riduzione del 10% nel tasso d’illegalità in 4 anni potrebbe generare oltre 6.000 nuovi posti di lavoro, più di 700 milioni di euro di entrate per l’Erario e più di 2 miliardi di euro di ulteriore volume d’affari per il settore IT.

Altri risultati rilevanti della ricerca:
– La pirateria informatica è scesa in 54 dei 111 Paesi oggetto dello studio; nondimeno il tasso globale è cresciuto dal 41 al 43%, per effetto della crescita esponenziale del mercato del software in economie emergenti caratterizzate da elevati tassi di pirateria.
– Il valore commerciale del software pirata nel 2009 è stato di 51,4 miliardi di dollari.
Stati Uniti, Giappone e Lussemburgo continuano a vantare i più bassi tassi d’illegalità nei rispettivi mercati (ossia 20% per gli USA e 21% per gli altri due Paesi).
– Fra i Paesi con i più alti tassi di pirateria, ossia oltre il 90%, figurano ad esempio la Georgia, la Moldova e lo Zimbabwe.
– I fattori di riduzione dei tassi di pirateria informatica comprendono programmi di legalizzazione lanciati dalle aziende vendor, campagne educational di settore o nazionali, attività di polizia ed evoluzioni tecnologiche, come ad es. la crescente adozione di politiche DRM e SAM.
– I fattori di aumento della pirateria sono invece la veloce crescita del mercato dei PC consumer, il riutilizzo di un’ampia base di vecchi computer, su cui è più frequente trovare installato software pirata, oltre alla crescente sofisticazione tecnologica delle organizzazioni dedite al cyber crimine.

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