La Tim vende i nostri dati?

Solitamente il buon giornalista è colui che non scrive mai in prima persona ma ahimè, in questo caso, mi trovo a dover scrivere di me per segnalare una questione che credo sia capitata a molti italiani.

Il giorno 21.02.2008 alle ore 09.23 della mattina mi arriva una telefonata sul cellulare da un numero privato; rispondo e una gentilissima signorina mi chiede se mi può "disturbare 2 minuti per una indagine sulla telefonia mobile realizzata dalla Doxa".

Chiaramente stranita (è mattina presto, è pure freddo, figuriamoci un po’) le rispondo che a)non mi può disturbare perchè sto lavorando e b)che vorrei sapere in che modo ha avuto il mio numero di cellulare; la signorina mi risponde, sempre gentilmente devo dire, che sta "chiamando dalla Doxa" e che "il mio numero di cellulare è stato estratto a sorte dagli archivi della Tim".

Ribadisco il mio disinteresse e mi balena un dubbio: di quali archivi parliamo? E soprattutto, non è che la Tim vende i suoi elenchi? E se si, può farlo perchè io utente gli ho dato il permesso oppure lo fa incurante del fatto che io, utente medio, non mi muoverò mai contro questo comportamento?

Così arrivo sulla pagina della Tim, accedo al mio account personale inserendo il numero di telefono e la mia password e mi vado a spulciare il regolamento che la Tim mi ha obbligato a sottoscrivere ("il conferimento dei Suoi dati è obbligatorio per il conseguimento delle finalità di cui sopra; il loro mancato, parziale o inesatto conferimento potrebbe avere come conseguenza l’impossibilità di fornirLe i servizi richiesti") per utilizzare l’account online con tutti i servizi accessori.

Così scopro che, cito il testo presente in pagina: "Finalità del trattamento e conferimento obbligatorio dei dati.
I Suoi dati personali, ivi compresi quelli relativi al traffico telefonico (ad esempio: il numero telefonico del chiamante e del chiamato, la data, l’ora e la durata della conversazione) e/o telematico (ad esempio: l’indirizzo internet IP, l’ubicazione dell’apparecchio terminale che invia e riceve, altre informazioni concernenti i pagamenti), da Lei forniti e/o acquisiti presso terzi anche nel corso del rapporto contrattuale, saranno trattati per le seguenti finalità connesse all’esecuzione del contratto per la fornitura dei suddetti servizi: a) erogazione dei servizi di comunicazione elettronica (accesso alla rete telefonica fissa, mobile e telematica ed ogni altro connesso servizio eventualmente richiesto); b) realizzazione e manutenzione degli impianti; c) consegna, attivazione e manutenzione dei prodotti e/o apparati; d) fatturazione dei canoni, del traffico e di eventuali servizi supplementari; e) gestione di eventuali reclami e contenziosi; f) prevenzione frodi e gestioni morosi; g) tutela ed eventuale recupero del credito, anche attraverso soggetti terzi (Agenzie/Società di recupero credito) ai quali saranno comunicati i dati necessari per tali scopi; h) cessione del credito a Società autorizzate; i) invio di comunicazioni da parte di soggetti istituzionali per effetto di provvedimenti d’urgenza.
I Suoi dati potranno essere inoltre oggetto di trattamento in relazione alla Sua eventuale partecipazione a programmi a premio.
Oltre che per le finalità sopra descritte i Suoi dati personali potranno essere altresì trattati per adempiere agli obblighi previsti dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria".

Interessante: non c’è traccia da nessuna parte di una clausola che parla di conferimento a terzi dei miei dati personali, ivi compreso il numero di cellulare, per la realizzazione di indagini di mercato, rilevazioni statistiche e quant’altro a meno che consideriamo la Doxa come un soggetto istituzionale oppure la sua rilevazione alla stregua di un concorso a premi alla ricerca della risposta più brillante; allo stesso modo non mi pare proprio che la Doxa, fornendo questo servizio, stia adempiendo a chissà quale obbligo previsto "dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria".

Quindi le ipotesi sono due: a) la Tim usa in maniera indebita i dati dei suoi utenti sfruttando la loro scarsa conoscenza della legge, b) la Tim considera la Doxa un ente istituzionale o qualcosa di simile e crede di fare un servizio pubblico all’Italia intera servendosi dei servizi di questa società.

In effetti la Doxa rientra nell’elenco dei Responsabili del trattamento terzi stilato dalla Tim ma a questo punto mi chiedo: perchè? Perchè se nell’autorizzazione al trattamento dei dati non si parla nè di ricerche di mercato nè di rilevazioni statistiche?

Anche perchè, scrive sempre la Tim "per la fruizione di specifici servizi da parte dei visitatori sarà fornita apposita informativa e richiesto, ove necessario, il consenso al trattamento dei propri dati personali".

Devo forse pensare che si sia perso qualche pezzo per strada? Probabile ma a me, utente medio, interessa poco e mi interessa di più capire cosa ne è dei miei dati personali dal momento che la policy sulla privacy espressa dalla Tim e da me (come da altri migliaia di utenti) accettata è completamente disattesa da un servizio come quello della Doxa.

C’è da aggiungere altro?