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11 Dec

One Laptop per Children, che confusione!

10 gennaio 2008
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Intel lascia il progetto One Laptop per Children e il suo creatore, Nicholas Negroponte, si sfoga pesantemente contro il produttore di Cpu; a riportare lo sfogo è stata la BbcNews.

Secondo Negroponte, Intel non ha rispettato gli impegni assunti e uscendodal progetto in anticipo non ha garantito quel supporto economico pari a 6 milioni di dollari necessari per la sopravvivenza.

Negroponte sostiene poi che Intel ha deciso di uscire da progetto dopo aver deciso di lanciare la sua linea Classmate, diretta concorrente di One Laptop Per Child e dopo aver addirittura aperto trattative con governi come il Perù, che inizialmente erano orientati sull’acquisto del pc del consorzio di Negroponte.

“Dovrei essere solo diventato matto per rifiutare i sei milioni di dollari che la Intel ci aveva promesso. Ma l’ho fatto perché costoro stanno parlando esattamente con le stesse persone con le quali parliamo noi, cercando di far stracciare i nostri contratti e di vendere prodotti propri o con il loro marchio sopra. Ogni volta che li scoprivamo ci dicevano che non l’avrebbero più fatto, è un po’ come mentire alla moglie… alla fine le nostre strade si son divise”, dice la testa del Mit.

Immediata la replica di Paul Otellini, capo azienda Intel, secondo cui "le critiche di Negroponte sono sciacquatura di piatti buona per i porci. Non voglio entrare nelle questioni specifiche ma noi abbiamo adempiuto ad ogni obbligo che ci sia stato richiesto".

A fronte di tutto ciò anche un giallo: in un comunicato stampa Intel si è detta dispiaciuta di quanto accaduto e che il problema era legato alla richiesta da parte del consorzio OLPC alla Intel di abbandonare la commercializzazione del Classmate ma Negroponte ha risposto che nessuno ha mai avanzato una richiesta simile e che l’augurio è di ricostruire la relazione in futuro su basi di correttezza.

Intanto dopo lo sfogo, Negroponte ha rilasciato un’intervista a IDG News Service sostenendo che One Laptop per Children potrebbe far girare al suo interno sia Windows che Linux.

A questo punto però una domanda sorge spontanea: riuscirà davvero a vedere la luce quello che ormai appare sempre più come un fantomatico laptop per Paesi poveri e che invece lascia sempre più spazio a quelle aziende che vogliono far pesare la propria presenza nel progetto?

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