Online i redditi degli italiani, privacy violata?

In barba alla privacy, così tanto sbandierata a destra e sinistra anche per le più minime questioni, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili online i redditi degli italiani relativi all’anno 2005.

Basta infatti andare sul sito dell’Agenzia delle Entrate, cliccare su Contatti, poi su Contatta l’Agenzia, Uffici dell’Agenzia, Uffici Locali e infine scegliere la Regione, la città e cliccare su Persone fisiche download elenco nominativi; dopo aver inserito un codice identificativo presente sulla pagina (il captcha), si può scegliere di scaricare file di persone fisiche, società di capitali, società di persone ed enti.

Chiaramente da quando si è diffusa la notizia il sito è difficilmente navigabile e secondo alcuni l’elenco sarebbe già stato bloccato ma subito sono scattate le inevitabili proteste legate ad una mala gestione dei dati dei cittadini.

Ma l’Agenzia delle Entrate sostiene che "il provvedimento è a norma di legge, i dati sono stati messi online a seguito di un provvedimento firmato dal Direttore Massimo Romano con data 5 marzo. Gli elenchi nominativi con le dichiarazioni dei redditi del 2005 sono stati inviati anche a comuni e uffici locali con il compito di renderli disponibili".

"L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali"
, scrive il direttore dell’Agenzia Massimo Romano nel provvedimento che ha autorizzato la pubblicazione degli elenchi, "con decisioni del 17 gennaio 2001 e del 2 luglio 2003 ha affermato che la pubblicazione degli elenchi deriva da una precisa scelta normativa di consultabilità da parte di chiunque di determinate fonti, precisando che non vi è incompatibilità tra la protezione dei dati personali e determinate forme di pubblicità di dati previste per finalità di interesse pubblico o della collettività".

L’Adoc si è subito mossa per tutelare la privacy dei cittadini e ha inviato una lettera al Garante per la protezione dei dati personali, "chiedendo l’attivazione di una procedura d’urgenza per inibire la continuazione della pubblicazione dei dati sensibili sul sito"; l’associazione sottolinea inoltre che "nella modulistica di dichiarazione dei redditi non risulta prevista nè un’informativa riguardo la pubblicazione di tali dati nè una clausola specifica di autorizzazione alla pubblicazione che costituisce ulteriore violazione della legge stessa".

Anche perchè tutto ciò risulta ancora più strano se pensiamo che un marito non può sapere l’esito delle analisi mediche della figlia o della moglie, che un dipendente deve chiudere a chiave i documenti che riguardano dati sensibili dell’azienda o di una società…

No comment… stavolta seriamente no comment: perchè se questo è il modo migliore per controllare l’evasione fiscale, siamo davvero arrivati alla frutta!