Privacy, Microsoft adotta nuova policy

Microsoft va duro contro Google e, a pochi giorni dall’avvio delle indagini per la verifica dell’accordo tra Google/DoubleClick, decide di rivedere la policy sulla privacy in modo da far si che Mountain View venga considerato il motore di ricerca che meno di tutti gaantisce gli utenti.

Nel comunicato ufficiale emanato da Microsoft si legge infatti che “nel contesto di una estensione dei lavori per proteggere la privacy degli utenti, Microsoft annuncia di aver progredito il proprio set di principi per la tutela della privacy su Live Search e nell’online advertising […] I nuovi principi includono l’anonimizzazione delle query dopo 18 mesi rimuovendo permanentemente i cookie ID, l’indirizzo IP ed altri identificatori delle ricerche. Microsoft intende inoltre dare ai propri utenti un maggior controllo circa le informazioni usate per personalizzare l’esperienza della ricerca online”.

Dunque Microsoft ha fatto sapere che renderà anonimi i dati delle ricerche su Live Search dopo 18 mesi a meno che non siano gli utenti a chiedere che le informazioni restino in archivio più a lungo; le modifiche saranno applicate internazionalmente e in modo retroattivo e saranno rimossi in modo permanente anche i cookie, gli indirizzi web e tutti i dati che potrebbero consentire di identificare un utente.

Google ha recentemente promesso di modificare la durata del periodo entro il quale trattiene le informazioni passando dai 18 mesi invece dei 18-24 mesi.

“Pensiamo che sia il momento di un dialogo che coinvolga tutta l’industria”
, ha aggoiunto in un’intervista Peter Cullen, responsabile della privacy per Microsoft. “L’attuale mosaico di misure di protezione e di diverse spiegazioni da parte delle aziende sta confondendo i consumatori”.

Il piano per la tutela della privacy potrebbe vedere la luce il prossimo settembre e, secondo il Wall Street Journal, i vari motori di ricerca “insieme, riveleranno il loro progetto di stabilire degli standard che mettano d’accordo tutti intorno a prtiche di ricerca e durata di archiviazione dei dati” in modo tale che si trovi un punto di incontro tra la volontà dei motori di ricerca di usare le informazioni private per potenziare i loro servizi e le preoccupazioni da parte dei consumatori e dei gruppi di tutela dei loro diritti relativamente all’uso fatto dei dati in questione.