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Samsung Galaxy Gear è un flop: clienti lo restituiscono dopo l’acquisto

LaRedazione
28 ottobre 2013
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Samsung sta riscontrando un vero e proprio flop inaspettato nell’impatto del Samsung Galaxy Gear con la propria clientela. Presentando il suo smartwatch ad inizio settembre presso l’IFA di Berlino, e mettendolo rapidamente in commercio, il colosso coreano aveva compiuto un passo in avanti molto importante nella battaglia per la supremazia nel nuovo campo della cosiddetta wearable technology.

Mentre Apple era ancora alle prese con la messa a punto del suo iWatch, l’azienda asiatica è riuscita a far arrivare sugli scaffali dei negozi il suo ‘orologio intelligente’, capace di interagire con smartphone e tablet potenziandone le funzionalità. E’ proprio l’eccessiva co-dipendenza con altri dispositivi però che sta facendo registrare il maggior disappunto da parte degli utenti riguardo il nuovo dispositivo.

Galaxy Gear sarebbe infatti un prodotto troppo debole se utilizzato singolarmente, e troppo poco pratico se messo in interconnessione con tavolette elettroniche e telefonini di ultima generazione.

Il risultato finale è che negli Stati Uniti oltre il trenta per cento degli utenti che avevano deciso di investire immediatamente sul Galaxy Gear, hanno repentinamente restituito l’oggetto. Quella della restituzione di articoli che non convincono appieno è in realtà una prassi molto consolidata negli Stati Uniti, e che viene messa in pratica molto più spesso rispetto all’Italia e all’Europa in generale, dove si tende a riportare un prodotto in negozio solo quando rappresenta un’enorme delusione.

Tuttavia, anche per gli standard americani, quasi un terzo dei Galaxy Gear restituiti stanno a significare un pessimo impatto sulla clientela. Oltre alla scarsa autosufficienza, il Galaxy Gear convince poco in termini di supporto, con la versione di Android quattro punto tre necessaria che sarà distribuita solamente alla fine dell’anno, ed inoltre anche le funzionalità generali dello smartwatch Samsung appaiono abbastanza limitate, confinate in una gestione di mail, testi e notifiche dei proprio profili social che possono spesso essere effettuate anche da dispositivi meno dispendiosi.

Insomma, l’avventura del Galaxy Gear sembra proprio essere partita col piede sbagliato, e forse in Apple si stanno già sfregando le mani, considerando che oltre al maggior periodo di tempo preso, che sicuramente permetterà ad iWatch di essere un dispositivo più performante, a Cupertino potranno sfruttare anche i feedback negativi dei clienti del Galaxy Gear, per capire come rendere gli smartwatch un successo commerciale.

 

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