Scatto alla risposta e roaming vanno aboliti

Dopo i costi di ricarica per i cellulari, l’Agcom ha deciso di scagliarsi contro lo scatto alla risposta e contro il roaming internazionale.

Secondo il presidente di Agcom, Corrado Calabrò, “lo scatto alla risposta è un’anomalia” e andrebbe abolito già nel decreto Bersani che riguarda le liberalizzazioni in quanto “contraddice il principio secondo il quale è giusto pagare solo per il consumo effettivo” e lo scatto alla risposta si paga anche, per esempio, se il cellulare perde campo mentre si sta chiamando.

Per quanto riguarda le tariffe di roaming internazionale si dovrà aspettare almeno fino a luglio, quando si pronuncerà anche l’Europa; in tal senso l’eurodeputato Paul Rubig ha proposto una somma forfettaria unica per tutte le chiamate in uscita senza differenziare il costo della chiamata effettuata ad esempio da un inglese che si trova in Italia e chiama un numero italiano e il costo di una chiamata effettuata dallo stesso inglese che chiama dal proprio paese verso l’Italia.

Inoltre stando a uno studio del Beuc, l’organizzazione di associazioni di consumatori indipendenti europee, nessun utente dovrebbe pagare più di 33 centesimi al minuto per una chiamata in roaming e inoltre la mancanza di informazioni dettagliate sui reali costi del roaming “permette agli operatori di esagerare l’impatto di un eventuale controllo sui prezzi”.