Second Life, l’Europa ti ama

Non si arresta la crescita di Second Life, la piattaforma virtuale online che consente a chiunque di crearsi una seconda (ma anche terza, quarta, e via dicendo) vita grazie alla quale sfuggire dalla monotonia del reale o semplicemente ottenere più visibilità di quella ottenuta nella quotidianeità.

E secondo ComScore a sostenere la crescita di Second Life è proprio l’Europa la cui presenza a marzo 2007 è stata del 61%, contro il 19% degli utenti provienienti dagli Stati Uniti e il 13% provenienti dall’Asia; secondo ComScore, inoltre, il 61% degli utenti sono uomini e il 39% donne.

Nel complesso Second Life ha superato i 6 milioni di iscritti con 2 milioni dei quali che utilizzano la piattaforma regolarmente; l’America rappresenta il primo Paese come numero di nuovi iscritti nel mese di marzo, seguita da Germania e Italia.

Qualche giorno fa Business Week ha stilato una classifica delle persone che si sono arricchite grazie a Second Life: al primo posto si piazza Anshe Chung (nome virtuale Ailin Graef) che dopo aver investito 9,95 dollari ha acquistato oltre 400 lotti di terra rivendendoli tra i 1.200 e i 1.600 dollari reali l’uno.

Al secondo posto si trova invece Philip Rosedale (in Second Life, Philip Linden), uno dei creatori del gioco, che all’inizio è stato la controparte di Ailin Graef, con cui negoziava la vendita di grandi appezzamenti di terra e che ha guadagnato oltre 19 milioni di dollari.

Questo perchè Second Life si basa su un’economia di scambio tra mondo virtuale e mondo reale per cui si acquistano beni utilizzando dollari virtuali i quali vengono convertiti in dollari americani reali sul sito stesso.

“La bolla di hype più scintillante del Web 2.0”, come TechCrunc chiama Second Life, sembra dunque essere destinata a crescere ulteriormente nonostante il numero degli account non possa essere preso come metro di giudizio in virtù del fatto che ogni utente può costruirsi un avatar solo per il gusto di farlo e poi, dopo la passione iniziale, lasciare Second Life per sempre.

Insomma, i numeri su Second Life parlano chiaro, la realtà potrebbe però essere meno rosea di quel che si sembra e tutto potrebbe finire presto in una bolla di sapone.