Second Life, mezzo flop per il raduno

Tanto pubblicizzato e nato sotto i migliori auspici, il raduno pistoiese degli avatar di Second Life si è trasformato in un mezzo flop.

Il motivo? La presenza alla manifestazione solo, o quasi, di chi con Second Life ha deciso di fare affari.

Telecom First Life Communicator, personaggi che vogliono organizzare un concorso di scrittura creativa per avatar, la televisione di Second Life, agenzie più o meno sconosciute che provano a farsi conoscere tramite il nuovo mezzo e chi piùà ne ha più ne metta.

A mancare quasi del tutto i veri protagonisti dell’universo virtuale della Linden Lab: gli avatar della gente comune, quelli che hanno deciso di approdare in Second Life per costruirsi una seconda vita e che, evidentemente, non hanno sentito il bisogno, il 18 luglio, di arrivare a Pistoia per rendersi riconoscibili.

O che, se l’hanno fatto, è stato quasi ed esclusivamente per il concerto di Irene Grandi, artista che ha sfruttato Second Life anche per il suo ultimo video musicale.

Insomma, il raduno di Second Life non sembra aver funzionato a dimostrazione che l’attenzione verso questo mondo va scemando e che, chi sceglie di approdare nell’universo virtuale, ha poco o pochissimo interesse a rendersi reale, a farsi conoscere per quel che è.

D’altronde negli Usa l’hanno già capito: la forza di Second Life sta nel creare nuovi bisogni e nuove aspettative.

E il raduno all’italiana ha avuto il sapore, neanche malcelato, di qualcosa di provinciale e di poco adatto al mondo che si è voluto rappresentare.